Le Repubbliche Sorelle furono nuovi stati istituiti in Italia tra il 1796 e il 1799: entità politiche dotate di costituzioni moderne, ma di fatto nazioni satellite rigidamente sottomesse alla Francia. In questo riassunto delle Repubbliche Sorelle ripercorreremo il Triennio Giacobino, una stagione di speranze e brutali tradimenti, inaugurata dall'avanzata di Napoleone e spezzata dal cinico Trattato di Campoformio.
A Parigi il Direttorio ha un piano strategico preciso per piegare l'Impero Asburgico: colpire dritto al cuore la Germania con l'esercito principale. L'Italia? È solo un diversivo. Un fronte secondario per tenere occupate le truppe austriache.
Per questo incarico marginale, il governo sceglie un generale di ventisei anni, magro, malvestito e con un forte accento corso: Napoleone Bonaparte. Gli affidano l'Armata d'Italia, un'accozzaglia di soldati affamati, senza scarpe e senza paga.
La Francia è appena sopravvissuta al bagno di sangue del Regime del Terrore di Robespierre e alla brutale guerra civile descritta nel nostro articolo sulla Guerra di Vandea. Ora ha un disperato bisogno di vittorie per esportare la rivoluzione e depredare risorse estere.
Ma il giovane Bonaparte ribalta le regole del gioco. Appena arrivato, infiamma i suoi uomini promettendo loro onore, gloria e le ricche pianure italiane. Inizia un'avanzata militare fulminea e inarrestabile.
Tra l'aprile del 1796 e il febbraio del 1797, Napoleone disintegra letteralmente le difese piemontesi e austriache. Entra a Milano da trionfatore, accolto da una folla in delirio. Quello che doveva essere un fronte secondario è diventato il palcoscenico principale d'Europa.
Man mano che le baionette francesi avanzano, i vecchi sovrani fuggono a gambe levate. I patrioti italiani, imbevuti degli ideali illuministi (se volete ripassare da dove nascono queste idee, scaricate il nostro schema sulle cause della Rivoluzione Francese in PDF), escono allo scoperto.
Per consolidare il proprio potere militare e politico, Napoleone fonda le Repubbliche Sorelle. Sono stati formalmente indipendenti, ma in realtà nazioni satellite controllate da Parigi. Ecco le principali in ordine cronologico:
Repubblica Cisalpina (1797): Comprende Lombardia, Emilia-Romagna e parte del Veneto. È la più importante, la prima ad adottare ufficialmente il tricolore verde, bianco e rosso.
Repubblica Ligure (1797): Prende il posto della millenaria e aristocratica Repubblica di Genova, trasformandone le istituzioni in senso democratico.
Repubblica Romana (1798): I francesi invadono lo Stato Pontificio. Papa Pio VI viene dichiarato decaduto, arrestato e deportato in Francia, dove morirà prigioniero.
Repubblica Partenopea (1799): Nasce a Napoli dopo la fuga del re Ferdinando IV di Borbone, sostenuta con entusiasmo dal fior fiore degli intellettuali meridionali.
Sulla carta, queste repubbliche adottano costituzioni modellate su quella francese del 1795: aboliscono i privilegi feudali, proclamano l'uguaglianza dei cittadini e la libertà di associazione. Sembra l'alba di una nuova era di libertà.
Dietro le quinte, però, la realtà è cinica. Le Repubbliche Sorelle fungono da vero e proprio bancomat per il Direttorio. I francesi impongono tasse esorbitanti, continue requisizioni militari e compiono sistematiche spoliazioni di opere d'arte che prendono la via del Louvre.
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La vera doccia fredda per i patrioti italiani arriva il 17 ottobre 1797. Napoleone, agendo in totale autonomia da Parigi, firma la pace con l'Austria: il famigerato Trattato di Campoformio.
Per ottenere il riconoscimento della Repubblica Cisalpina e l'annessione del Belgio, Bonaparte usa i popoli come semplice merce di scambio. Cede all'Austria il Veneto, l'Istria e la Dalmazia, cancellando con un banale tratto di penna la plurisecolare indipendenza della Repubblica di Venezia.
L'impatto emotivo sulla popolazione è devastante. Fino a quel giorno, molti intellettuali avevano creduto che Napoleone fosse l'eroe disinteressato venuto a liberare l'Italia. Con Campoformio, la maschera cade per sempre.
Questa cicatrice psicologica segna un'intera generazione, e qui la Storia si foncia indissolubilmente con la Letteratura. Ugo Foscolo, giovane poeta e fiero patriota veneziano, vede crollare improvvisamente il suo mondo e i suoi ideali.
Nel suo celebre romanzo, Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis, Foscolo grida tutto il suo dolore per questo tradimento. L'incipit del libro riassume perfettamente il dramma del Triennio Giacobino: "Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure".
Il sistema politico costruito dai francesi in Italia ha i piedi d'argilla e la sua fine è tanto rapida quanto tragica. L'anno 1799 segna il collasso definitivo del Triennio Giacobino.
Mentre Napoleone è fisicamente bloccato in Egitto in una romantica quanto disastrosa spedizione militare, in Europa si forma la Seconda Coalizione. Eserciti austro-russi scendono in Italia e trovano un terreno fertilissimo per la riconquista.
Perché i francesi crollano così in fretta? Perché le plebi rurali li odiano profondamente. I contadini, attaccati alla religione tradizionale e sfiancati dai continui saccheggi, non hanno visto nessun beneficio pratico nelle nuove e astratte costituzioni borghesi.
Quando le truppe di Parigi si ritirano strategicamente verso le Alpi, scoppiano violente insorgenze popolari in tutta la penisola. La reazione più brutale e sanguinosa avviene nel Sud Italia.
A Napoli, il Cardinale Fabrizio Ruffo raduna l'Esercito della Santa Fede (i cosiddetti Sanfedisti), un'armata ferocissima di contadini e briganti. La Repubblica Partenopea cade in un bagno di sangue e i migliori intellettuali del Sud vengono mandati al patibolo.
In pochi mesi, le Repubbliche Sorelle crollano come castelli di carte. Gli austriaci tornano trionfanti a Milano e Torino. Il primo grande sogno rivoluzionario italiano si spegne nel fango, ma il seme dell'unità nazionale è ormai stato piantato.
Questo periodo storico è una conseguenza diretta degli stravolgimenti politici avvenuti a Parigi. Per avere il quadro completo e capire come siamo arrivati fin qui, leggi il nostro riassunto completo sulla Rivoluzione Francese.
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Ciao, sono Matteo Galavotti. Frequento il secondo anno di Storia presso l'Università di Bologna e ho fondato StudiaStoria.it per unire la mia formazione accademica alla passione per il web development. Programmo personalmente questo sito e ne curo i contenuti, trasformando il mio percorso di studi in articoli di divulgazione accessibili a tutti, con un occhio attento al rigore delle fonti e uno alle moderne tecnologie digitali.
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