La Riforma non fu un blocco unico, ma uno scontro teologico su tre fronti. Scopri le differenze tra Lutero, Calvino e Zwingli riguardo la presenza reale nell'Eucarestia, il rapporto tra Chiesa e Stato e la furia iconoclasta contro l'arte sacra.
Pubblicato: 26/01/2026
Ultima modifica: 26/01/2026
Spesso, quando si studia la Riforma Protestante sui banchi scolastici, si tende a commettere un errore di prospettiva. Si pensa a un fronte compatto, unito contro Roma. Niente di più sbagliato. Se è vero che la scintilla scoccò nel 1517, quando Martin Lutero rese pubbliche le sue critiche contro le indulgenze (un evento che avrebbe portato alle celebri 95 Tesi), quello che accadde dopo fu una vera e propria esplosione frammentata.
Non appena il vaso di Pandora fu aperto, le interpretazioni delle Sacre Scritture si moltiplicarono. Non c'era solo Wittenberg. C'era Zurigo, con il razionalismo umanista di Ulrich Zwingli, e più tardi Ginevra, con il rigore logico di Giovanni Calvino. Questi uomini non erano sempre amici; talvolta si detestavano cordialmente.
Perché? Perché su questioni fondamentali come il corpo di Cristo o il potere della spada temporale, le loro visioni erano inconciliabili.
Ricevi le notifiche in tempo reale e partecipa alle discussioni nel nostro gruppo dedicato su Telegram.
💬 Unisciti al Canale →La madre di tutte le battaglie teologiche all'interno del protestantesimo si combatté sulla tavola della Cena del Signore. Qui le differenze tra Lutero, Calvino e Zwingli emergono con una nitidezza cristallina, portando a rotture definitive come quella avvenuta durante i colloqui di Marburgo del 1529.
Per Martin Lutero, la questione era semplice e non ammetteva metafore. Quando Cristo disse "Questo è il mio corpo", intendeva esattamente quello. Sebbene avesse rifiutato la dottrina cattolica della transustanziazione (il pane che smette di essere pane), Lutero credeva fermamente nella presenza reale. Il pane rimane pane, il vino rimane vino, ma insieme ad essi vi è il vero corpo e il vero sangue di Cristo. Per il monaco tedesco, la fede esigeva di credere al miracolo, senza cercare troppe spiegazioni razionali.
Spostiamoci a Zurigo. Qui Ulrich Zwingli, che aveva una formazione umanistica molto più marcata, leggeva le Scritture con occhio diverso. Per lui, il miracolo materiale era una superstizione. L'Eucarestia era una semplice cerimonia commemorativa. Quando Gesù disse "Questo è il mio corpo", secondo Zwingli intendeva "Questo significa il mio corpo". Il pane e il vino sono simboli, necessari per ricordare l'Ultima Cena, ma Cristo è spiritualmente presente nei fedeli, non fisicamente nell'ostia. Fu proprio su questo punto che l'accordo con i luterani tedeschi saltò, lasciando gli svizzeri isolati militarmente.
Arrivato sulla scena un po' più tardi, Giovanni Calvino cercò una sintesi, ma con una sfumatura tutta sua. Rifiutava l'idea che si "mangiasse" fisicamente Dio (come diceva Lutero), ma non accettava nemmeno che fosse un nudo simbolo (come diceva Zwingli).
Per Calvino la presenza è spirituale. Cristo è presente, sì, ma lo si riceve attraverso lo Spirito e la fede, che innalzano il credente verso il Cielo. È un nutrimento reale, ma per l'anima, non per lo stomaco.
Un altro punto dove gli studenti fanno spesso confusione riguarda il rapporto con la politica. Chi comanda? Il Principe o il Pastore?
Lutero era un uomo del Medioevo che guardava al futuro, ma politicamente restava conservatore. Aveva un disperato bisogno dei Principi tedeschi per proteggere la sua Riforma dall'Imperatore Carlo V. La sua visione, definita "dottrina dei due regni", separava la vita interiore (libera) da quella esteriore (sottomessa).
Il cristiano deve obbedire all'autorità civile, perché essa è istituita da Dio per punire i malvagi. Quando la rivolta sociale esplose, Lutero non ebbe dubbi: condannò ferocemente la Guerra dei Contadini del 1525, esortando i principi a reprimere nel sangue le bande di Thomas Müntzer. La Chiesa luterana divenne, di fatto, una Chiesa di Stato, controllata e protetta dai sovrani territoriali.
Nelle città svizzere, libere e repubblicane, l'aria era diversa. Per Zwingli a Zurigo e Calvino a Ginevra, politica e religione dovevano compenetrarsi. Non c'era un principe a cui obbedire ciecamente. Lo Stato aveva il dovere morale di proteggere la vera religione e promuovere il bene spirituale.
A Ginevra, Calvino costruì quella che appariva come una teocrazia, o meglio, una "bibliocrazia". L'organo supremo, il Concistoro (formato da pastori e laici anziani), sorvegliava la moralità dei cittadini fin dentro le loro case: niente balli, niente lusso, niente nomi non biblici. E, differenza cruciale rispetto a Lutero, Calvino teorizzava il diritto di resistenza: se un sovrano va contro la legge di Dio, il popolo (guidato dai magistrati inferiori) ha il diritto di opporsi.
Entrando in una chiesa luterana e in una calvinista, si nota subito la differenza visiva. Anche qui, la teologia si fa pietra e pittura.
Lutero: Non era un estremista in questo campo. Mantenne altari, paramenti e musica. Le immagini non erano da adorare, certo, ma potevano servire a istruire il popolo analfabeta.
Zwingli e Calvino: Qui scattò l'accusa di idolatria. Zwingli convinse il Consiglio di Zurigo a distruggere le immagini sacre, a imbiancare le pareti delle chiese e ad abolire la musica d'organo. Dio è spirito e non può essere rappresentato da statue o dipinti, che sono solo una distrazione o, peggio, un inganno del demonio. Le chiese riformate svizzere divennero luoghi spogli, austere aule per l'ascolto della Parola.
Per fare ordine in questo groviglio di dottrine, ecco uno schema che potete memorizzare per l'esame:
|
TEMA |
MARTIN LUTERO |
ULRICH ZWINGLI |
GIOVANNI CALVINO |
|---|---|---|---|
|
Area Geografica |
Germania (Sassonia) |
Svizzera (Zurigo) |
Svizzera (Ginevra) / Francia |
|
Eucarestia |
Presenza Reale (Consustanziazione). Dio è nel pane. |
Simbolica. È solo una commemorazione. |
Presenza Spirituale. Nutrimento per l'anima tramite la fede. |
|
Rapporto Stato |
La Chiesa obbedisce al Principe (che la protegge). |
Fusione tra potere civile e religioso. |
Lo Stato deve conformarsi alle leggi morali della Chiesa. |
|
Arte Sacra |
Tollerata a scopo didattico. |
Iconoclastia. Distruzione delle immagini. |
Rifiuto delle immagini sacre. Austerità. |
|
Predestinazione |
Presente, ma non centrale come in Calvino. |
Presente. |
Doppia Predestinazione. Centrale: Dio ha già scelto eletti e dannati. |
Queste divergenze non rimasero confinate nei libri di teologia. Ebbero conseguenze di sangue. La divisione sull'Eucarestia impedì un fronte comune protestante, lasciando Zwingli solo contro i cantoni cattolici, scontro che lo portò alla morte nella battaglia di Kappel nel 1531.
Mentre il luteranesimo si fossilizzò diventando una religione legata ai principi tedeschi e scandinavi, fu il calvinismo a mostrare il dinamismo più aggressivo. Grazie alla sua struttura organizzativa e alla dottrina della vocazione (l'attivismo come segno di elezione), il modello di Calvino si diffuse a macchia d'olio in Francia (Ugonotti), Paesi Bassi, Scozia e Inghilterra, portando spesso a rivoluzioni politiche che cambiarono il volto dell'Europa moderna.
Studente di Storia
Ciao, sono Matteo Galavotti. Frequento il secondo anno di Storia presso l'Università di Bologna e ho fondato StudiaStoria.it per unire la mia formazione accademica alla passione per il web development. Programmo personalmente questo sito e ne curo i contenuti, trasformando il mio percorso di studi in articoli di divulgazione accessibili a tutti, con un occhio attento al rigore delle fonti e uno alle moderne tecnologie digitali.
Leggi tutti gli Articoli di Matteo Galavotti
10 pagine di riassunto, mappe HD e schemi per passare l'esame senza stress.
Vedi AnteprimaRicevi i nuovi articoli appena escono e spunti extra per il tuo ripasso.
Vai al Canale
Come sei arrivato qui oggi?
Ci daresti un dettaglio in più?
(es. "link su Classroom" o "vorrei un articolo su...")