Riassunto Luigi XIV Re Sole: L'Assolutismo in Francia

Luigi XIV, detto il Re Sole (1638-1715), rappresenta l'apogeo dell'assolutismo monarchico in Francia. Assunto il potere effettivo nel 1661, centralizzò il governo nella reggia di Versailles per controllare la nobiltà, affidò la politica economica a Colbert e revocò l'Editto di Nantes, impegnando il paese in continue guerre egemoniche fino alla crisi finale del regno.

Pubblicato: 07/01/2026

Ultima modifica: 07/01/2026

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L'affermazione dell'Assolutismo (1661): Luigi XIV al potere

Per capire la grandezza e la follia del regno di Luigi XIV, non dobbiamo partire dalla sua nascita, ma da un giorno preciso: il 9 marzo 1661. È il giorno in cui muore il Cardinale Mazzarino, l'uomo che aveva retto le fila della Francia mentre Luigi era solo un bambino e poi un adolescente.

Tutta la corte si aspettava che il giovane Re, allora ventitreenne, nominasse un nuovo primo ministro, continuando la tradizione di demandare il potere. E invece, accadde l'impensabile. Con una freddezza che lasciò di stucco i cortigiani, Luigi annunciò che da quel momento in poi avrebbe governato da solo. Nessun primo ministro, nessuna delega. Era l'inizio del "mestiere di re", come lui stesso lo chiamava: un lavoro quotidiano, metodico, fatto di riunioni estenuanti e di un controllo maniacale su tutto ciò che accadeva nel regno.

Non era solo ambizione: era la nascita pratica dell'assolutismo. Luigi non si fidava dell'alta nobiltà, quella stessa nobiltà che aveva scatenato la guerra civile della Fronda durante la sua infanzia. Per questo, scelse i suoi ministri tra uomini di "nascita modesta", come Jean-Baptiste Colbert, figlio di un mercante, che a lui solo dovevano la loro fortuna e che, per questo, sarebbero stati docili strumenti nelle sue mani.

La costruzione della Reggia di Versailles
La costruzione della Reggia di Versailles

La Reggia di Versailles come strumento politico di controllo

Come si fa a tenere a bada dei nobili guerrieri abituati a comandare nelle loro terre come piccoli re? Semplice: li si invita a casa propria e non li si lascia più andare. È a questo punto della nostra storia che entra in scena Versailles.

Luigi XIV capì che per disinnescare la nobiltà doveva staccarla dalle sue radici territoriali. Trasformò una residenza di caccia in una reggia sfarzosa capace di ospitare diecimila persone. Ma non fatevi ingannare dagli specchi e dagli arazzi: Versailles era una prigionia dorata.

La vita a corte divenne una recita teatrale perenne, regolata da un'etichetta rigidissima. Essere invitati ad assistere al lever du roi (il risveglio del re) o reggere il candeliere mentre il monarca si coricava diventava un privilegio per cui i duchi si scannavano. Luigi XIV aveva trasformato l'obbedienza in una competizione di vanità. Mentre i nobili spendevano fortune per vestirsi alla moda e vivere a corte, perdevano il potere reale sulle province, che veniva affidato agli intendenti, funzionari fedelissimi al Re.

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La politica economica di Colbert: il Mercantilismo

La gloria, però, costa cara. Per finanziare i palazzi, le feste e soprattutto le guerre, Luigi aveva bisogno di una montagna d'oro. Qui entra in gioco il genio freddo e calcolatore di Jean-Baptiste Colbert, il controllore delle finanze.

Colbert aveva una visione chiara, passata alla storia come Mercantilismo (o colbertismo): la ricchezza di una nazione si misura nella quantità di metalli preziosi che possiede. Per arricchire la Francia, bisognava vendere molto agli stranieri e comprare il meno possibile.

Sotto la sua guida, lo Stato divenne imprenditore:

  • Nacquero le Manifatture Reali (come quella degli arazzi dei Gobelins) per produrre beni di lusso da esportare.

  • Vennero fondate le Compagnie delle Indie per competere con olandesi e inglesi nei commerci coloniali.

  • Si costruirono infrastrutture titaniche, come il Canale dei due mari (Canal du Midi), che collegava l'Atlantico al Mediterraneo.

L'agricoltura, tuttavia, fu sacrificata: serviva solo a produrre cibo a basso costo per mantenere bassi i salari degli operai. I contadini, schiacciati dalla taglia (l'imposta diretta) e dalle carestie, rimasero la parte sofferente di questo grandioso disegno.

La politica religiosa: persecuzioni e revoca dell'Editto di Nantes

Se lo Stato era lui, allora tutti dovevano pregare come lui. Luigi XIV non poteva tollerare disordine, nemmeno nelle coscienze. Questa ossessione per l'uniformità lo portò a combattere su tre fronti religiosi, con conseguenze talvolta disastrose.

Da una parte si scontrò con il Papa per affermare le "libertà gallicane" (cioè il controllo del Re sulla Chiesa francese). Dall'altra perseguitò i Giansenisti, cattolici rigoristi che predicavano una moralità austera e interiore, troppo simile al protestantesimo e troppo critica verso lo sfarzo di corte.

Ma l'atto più drammatico avvenne nel 1685 con l'Editto di Fontainebleau. Luigi revocò l'Editto di Nantes, che garantiva la libertà di culto agli Ugonotti (i calvinisti francesi). Fu un trionfo dell'intolleranza cattolica, ma un disastro economico: oltre duecentomila ugonotti, spesso abili artigiani, mercanti e professionisti, fuggirono in Olanda, Inghilterra e Prussia, portando con sé i loro capitali e le loro competenze tecniche, arricchendo i nemici della Francia.

L'espansione territoriale della Francia di Luigi XIV è colorata d'arancione
L'espansione territoriale della Francia di Luigi XIV è colorata d'arancione

Le Guerre di Luigi XIV e l'espansione militare francese

Non c'è Re Sole senza raggi che bruciano. Per Luigi, la prosperità interna serviva solo a uno scopo: finanziare la guerra, che occupò ben 37 dei 54 anni del suo regno effettivo.

Grazie alla riorganizzazione voluta dal ministro della guerra, marchese di Louvois, l'esercito francese divenne una macchina formidabile: gli effettivi passarono dai 65.000 uomini del 1667 ai 400.000 del 1705. Fu introdotta persino una forma di coscrizione obbligatoria (la "milizia") tramite sorteggio tra i celibi delle parrocchie. A proteggere i confini ci pensò il genio dell'ingegnere Sébastien Le Prestre di Vauban, che costruì una cintura di fortezze inespugnabili.

La Guerra di Devoluzione (1667-1668)

La prima offensiva fu scatenata da una rivendicazione dinastica: Luigi XIV pretese parte dei Paesi Bassi spagnoli in nome della moglie Maria Teresa (figlia del defunto re di Spagna). L'occupazione francese preoccupò Olanda e Inghilterra, costringendo Luigi alla Pace di Aquisgrana (1668), con la quale ottenne comunque vantaggi territoriali nelle Fiandre.

La Guerra d'Olanda (1672-1678)

Il vero nemico, però, era l'Olanda, colpevole di aver risposto con dazi alle tariffe di Colbert. Nel 1672, la Francia invase le Province Unite con il sostegno dell'Inghilterra. Per salvarsi, gli olandesi presero una decisione disperata: aprirono le dighe, trasformando la loro terra in un'isola inaccessibile. La resistenza guidata da Guglielmo III d'Orange e l'intervento di Spagna e Impero portarono alla Pace di Nimega (1678). A pagare il conto fu ancora la Spagna, che dovette cedere a Luigi la Franca Contea.

La Lega d'Augusta (1688-1697)

L'aggressività francese (bombardamento di Genova, occupazione di Strasburgo e Casale) fini per coalizzare l'intera Europa. Nel 1686 nacque la Lega di Augusta (Spagna, Impero, Svezia, Olanda), a cui aderirono poi l'Inghilterra e il Duca di Savoia. Il conflitto fu globale e sanguinoso: la Francia subì pesanti sconfitte navali (La Hougue, 1692) e, con la Pace di Ryswick (1697), fu costretta a ristabilire la situazione precedente, annullando gran parte delle annessioni degli anni Ottanta.

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La crisi del regno e la morte di Luigi XIV (1715)

Gli ultimi anni del regno non furono splendenti come i primi. Le continue guerre avevano svuotato le casse che Colbert aveva faticosamente riempito. Nuove tasse, come la capitazione, colpirono i sudditi già stremati da inverni terribili e carestie, come quella apocalittica del 1709.

A Versailles, il vecchio Re, ormai vedovo e risposato in segreto con la bigotta Madame de Maintenon, vedeva morire i suoi eredi uno dopo l'altro (il figlio e il nipote). Quando Luigi XIV morì, il 1° settembre 1715, lasciò una Francia culturalmente egemone ma economicamente sfinita.

Il suo regno rimane l'esempio perfetto di come l'assolutismo possa portare una nazione al vertice della potenza, ma a un prezzo umano altissimo. La Francia era diventata un modello di civiltà, lingua e moda per tutta Europa, ma sotto la cenere di quella grandezza covavano già le braci del risentimento che, meno di un secolo dopo, avrebbero scatenato la Rivoluzione.

Schema Riassuntivo di Luigi XIV

Ecco una tabella riassuntiva con tutte le date ed eventi di Luigi XIV.

Data

Evento

Descrizione

1638

Nascita

Nasce Luigi XIV di Borbone, futuro Re Sole.

9 Marzo 1661

Presa del Potere

Muore il Cardinale Mazzarino; Luigi XIV assume il governo personale assoluto.

1667-1668

Guerra di Devoluzione

Conflitto contro la Spagna per i Paesi Bassi spagnoli.

1668

Pace di Aquisgrana

Fine della Guerra di Devoluzione; annessioni nelle Fiandre.

1672

Guerra d'Olanda

Invasione delle Province Unite; gli olandesi aprono le dighe per difesa.

1678

Pace di Nimega

La Francia ottiene la Franca Contea dalla Spagna.

1685

Editto di Fontainebleau

Revoca dell'Editto di Nantes: persecuzione degli Ugonotti ed esodo di massa.

1686

Lega di Augusta

Formazione di una coalizione antifrancese (Spagna, Impero, Svezia, Olanda).

1688-1697

Guerra della Lega d'Augusta

Conflitto globale contro la coalizione europea.

1692

Battaglia di La Hougue

Pesante sconfitta della flotta francese contro quella inglese.

1697

Pace di Ryswick

Luigi XIV restituisce gran parte dei territori annessi (tranne Strasburgo).

1705

Apogeo militare

L'esercito francese raggiunge i 400.000 effettivi.

1709

Grande Carestia

Un inverno terribile devasta la Francia, causando fame e miseria.

1 Settembre 1715

Morte

Muore Luigi XIV a Versailles dopo 72 anni di regno.

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Autore

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Matteo Galavotti

Studente di Storia

Ciao, sono Matteo Galavotti. Frequento il secondo anno di Storia presso l'Università di Bologna e ho fondato StudiaStoria.it per unire la mia formazione accademica alla passione per il web development. Programmo personalmente questo sito e ne curo i contenuti, trasformando il mio percorso di studi in articoli di divulgazione accessibili a tutti, con un occhio attento al rigore delle fonti e uno alle moderne tecnologie digitali.

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