Cosa succede quando il Vangelo diventa un'arma contro i potenti? Nel 1525 la Germania brucia: è la Guerra dei Contadini tedeschi. Guidati dal profeta apocalittico Thomas Müntzer e armati dei 12 Articoli, migliaia di servi sfidano i Principi. Scopri la storia del conflitto che costrinse Lutero a scegliere tra il popolo e il potere.
Pubblicato: 26/01/2026
Ultima modifica: 26/01/2026
Nelle campagne della Germania del primo Cinquecento, la vita scorreva immutata da secoli, scandita dal lavoro nei campi e dalle decime da versare alla Chiesa e ai signori feudali. Ma qualcosa stava cambiando. L'inflazione erodeva i guadagni, i prezzi salivano e la piccola nobiltà, i famosi Cavalieri, cercavano di rifarsi sui contadini, aumentando i gravami feudali e usurpando le terre comuni.
Ed è a questo punto che entra in scena la variabile impazzita: la Riforma Luterana. Quando Martin Lutero affisse le sue 95 Tesi nel 1517, non voleva scatenare una guerra sociale. Parlava di teologia, di anime, di indulgenze. Ma le sue parole, come "la libertà del cristiano", scesero giù dai pulpiti e arrivarono nelle osterie, nei mercati, nei campi.
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💬 Unisciti al Canale →Qui scatta quello che potremmo definire "il grande equivoco". I contadini, ascoltando i predicatori riformati, fecero un ragionamento di una semplicità disarmante e, per i potenti, terrificante:
«Se Lutero dice che siamo tutti uguali davanti a Dio, se non c'è più bisogno del prete per parlare con il Signore, allora perché io devo essere servo della gleba? Perché devo pagare tasse assurde a un signore che vale quanto me?».
La Riforma religiosa divenne immediatamente riforma sociale. Non si trattava più solo di salvarsi l'anima, ma di riempire la pancia e recuperare la dignità. I contadini non chiedevano l'anarchia, ma il ripristino degli "antichi diritti" che i signori stavano cancellando uno dopo l'altro.
Nel febbraio del 1525, a Memmingen, questa rabbia trovò finalmente una forma scritta. Furono stesi i celebri 12 Articoli, un documento straordinario che mescolava utopia evangelica e concretezza contadina.
Cosa chiedevano questi uomini disperati? Non chiedevano la luna, ma cose che a noi oggi sembrano basilari diritti civili ed economici, ma che all'epoca suonavano come una bestemmia contro l'ordine costituito.
Questi sono i punti salienti basati sui documenti dell'epoca:
Elezione dei parroci: Le comunità volevano il diritto di eleggere i propri pastori e, se necessario, di destituirli.
Abolizione della servitù della gleba: Poiché Cristo ha redento tutti col suo sangue, il contadino deve essere libero.
Restituzione delle terre comuni: I boschi, i pascoli e i corsi d'acqua, che i signori avevano privatizzato impedendo la caccia e la pesca, dovevano tornare a disposizione della comunità.
Riduzione delle decime: Si accettava di pagare solo la decima per il sostentamento del parroco; il resto doveva andare ai poveri, non ingrassare i prelati.
Questi articoli si diffusero con una velocità impressionante grazie alla stampa, unificando focolai di rivolta dalla Svevia alla Turingia.
|
Fazione |
Leader Principale |
Obiettivo |
Strumento |
|---|---|---|---|
|
Riformatori Moderati |
Martin Lutero |
Riforma teologica, ordine sociale, appoggio dei Principi |
La Bibbia e la parola scritta |
|
Rivoluzionari Radicali |
Thomas Müntzer |
Regno di Dio in terra, uguaglianza assoluta, comunione dei beni |
La spada e l'insurrezione |
|
I Principi Tedeschi |
Lega Sveva |
Mantenere il potere feudale, reprimere le rivolte, incamerare beni Chiesa |
Eserciti mercenari e repressione |
Mentre Lutero predicava l'obbedienza all'autorità civile, in Turingia emergeva una figura ben diversa. Thomas Müntzer non era un uomo di compromessi. Pastore visionario, infiammava le folle a Mühlhausen gridando che il tempo dell'Apocalisse era vicino.
Per Müntzer, la Riforma di Lutero era troppo tiepida, "carne da dolciumi". Egli predicava che Dio continuava a rivelarsi agli spiriti eletti e che il popolo aveva il dovere di impugnare la spada per sterminare gli empi (i signori e i preti cattolici) e instaurare il regno di Dio in terra. Il suo motto era omnia sunt communia ("tutto è di tutti"). Non si trattava più di chiedere sgravi fiscali, ma di rovesciare l'ordine mondiale.
La reazione di Lutero di fronte alla violenza dei contadini e al radicalismo di Müntzer fu durissima, e segna uno dei momenti più controversi della sua vita. Lutero aveva capito una cosa fondamentale: se la Riforma fosse stata identificata con l'anarchia sociale, i Principi tedeschi l'avrebbero schiacciata senza pietà. Aveva bisogno della spada dei Principi per difendere la sua nuova Chiesa.
Così, nel maggio 1525, pubblicò lo scritto Contro le bande brigantesche e assassine dei contadini. Le parole usate sono di una violenza inaudita. Lutero esortava i signori a:
«Colpire, scannare, massacrare in pubblico o in segreto i sediziosi, dei quali nulla può esistere di più velenoso, nocivo e diabolico [...] come si deve ammazzare un cane arrabbiato».
La resa dei conti avvenne il 15 maggio 1525 a Frankenhausen. Da una parte l'esercito dei Principi, armato di cannoni e cavalleria pesante; dall'altra i contadini di Müntzer, male armati e galvanizzati dalle promesse del profeta che assicurava loro che avrebbe "raccolto le palle di cannone nelle maniche della sua tonaca".
Non ci fu storia. Fu un massacro. Müntzer venne catturato, orribilmente torturato e decapitato. La repressione che ne seguì fu spaventosa: le fonti stimano che oltre 100.000 contadini furono trucidati in tutta la Germania.
La Guerra dei Contadini finì in un bagno di sangue. I contadini non ottennero quasi nulla, anzi, in molte zone le loro condizioni peggiorarono. Ma anche il sogno di una "Riforma dal basso" morì a Frankenhausen.
Chi vinse davvero? Vinsero i Principi tedeschi. Rafforzarono il loro potere statale, incamerarono i beni della Chiesa e assunsero il controllo delle nuove chiese territoriali luterane.
La Riforma sopravvisse, ma perse per sempre la sua carica di rinnovamento sociale, lasciando spazio in futuro a organizzazioni più rigorose come quella di Giovanni Calvino a Ginevra, dove l'ordine morale e civile sarebbero diventati un tutt'uno.
Studente di Storia
Ciao, sono Matteo Galavotti. Frequento il secondo anno di Storia presso l'Università di Bologna e ho fondato StudiaStoria.it per unire la mia formazione accademica alla passione per il web development. Programmo personalmente questo sito e ne curo i contenuti, trasformando il mio percorso di studi in articoli di divulgazione accessibili a tutti, con un occhio attento al rigore delle fonti e uno alle moderne tecnologie digitali.
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