Regime del Terrore: Riassunto e Analisi della Caduta di Robespierre

Tra il 1793 e il 1794, la Francia visse l'ora più buia della Rivoluzione. Scopri come il regime del Terrore guidato da Maximilien Robespierre trasformò l'utopia della libertà in una macchina di morte paranoica, fino al drammatico colpo di stato di Termidoro che mise fine alla dittatura giacobina.

Pubblicato: 12/02/2026

Ultima modifica: 12/02/2026

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Rivoluzione Francese (1789-1799)
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Introduzione 

È il 27 luglio 1794. Fa un caldo soffocante a Parigi, un'afa che incolla le camicie alla pelle. Nella sala della Convenzione Nazionale, l'aria è elettrica, irrespirabile. Un uomo piccolo, pallido, con la parrucca perfettamente incipriata nonostante il caos, sale alla tribuna per parlare. È Maximilien Robespierre.

Fino a ieri, una sua parola bastava a mandare chiunque alla ghigliottina. Ma oggi accade l'impensabile. Dagli scranni si alzano urla: "Abbasso il tiranno!". La sua voce, solitamente tagliente come una lama, viene coperta dal frastuono. Robespierre annaspa, guarda i suoi colleghi e vede nei loro occhi qualcosa che lui ha inflitto a Parigi per mesi: il terrore puro. È l'inizio della fine per l'uomo che si credeva la Virtù incarnata.

Ma come si era arrivati a questo punto? Come aveva fatto la Rivoluzione della Libertà, dell'Uguaglianza e della Fraternità a trasformarsi in un mattatoio a cielo aperto?

Contesto storico: perché nacque il Terrore in Francia?

Per capire il Terrore, dobbiamo dimenticare per un attimo i libri di scuola e immaginare la situazione disperata della Francia nel 1793. Non era un periodo di pace dove si discuteva filosoficamente di diritti. Era un'apocalisse.

La Repubblica era appena nata, ma rischiava di morire in culla. Le monarchie di tutta Europa (Prussia, Austria, Inghilterra) le avevano dichiarato guerra e premevano ai confini. Ma il pericolo peggiore era dentro casa. Nella Vandea, i contadini guidati dai preti e dai nobili stavano massacrando i repubblicani. A Parigi, l'inflazione rendeva il pane un lusso per pochi e i sanculotti (il popolo minuto) chiedevano sangue e prezzi calmierati.

Come spieghiamo nel nostro riassunto sulla Rivoluzione Francese, la nazione si sentiva una fortezza assediata. E quando sei assediato, la tolleranza diventa un lusso che non puoi permetterti.

Fu in questo clima di paranoia collettiva che i Giacobini presero il potere. La loro logica era spietata ma, dal loro punto di vista, necessaria: per salvare la Libertà, bisognava sospendere la libertà.

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Il Sistema del Terrore: Istituzioni, Leggi e Ghigliottina

Al centro di tutto c'era lui: l'Incorruttibile. Robespierre non era un mostro assetato di sangue, o almeno, lui non si vedeva così. Era un avvocato di provincia, un intellettuale che leggeva Rousseau e credeva che per creare una società giusta servisse la "Virtù".

Ma, come disse lui stesso in un celebre discorso: "La virtù senza il terrore è impotente".

Il governo rivoluzionario mise in piedi una macchina amministrativa spaventosa ed efficiente:

  1. Il Comitato di Salute Pubblica: Un gruppo ristretto di uomini (tra cui Robespierre, Saint-Just e Couthon) che deteneva un potere quasi assoluto.

  2. La Legge dei Sospetti (settembre 1793): Qui sta il vero orrore. Non serviva aver commesso un reato per essere arrestati. Bastava non aver fatto abbastanza per la Rivoluzione. Eri un nobile? Sospetto. Non eri abbastanza entusiasta alle feste civiche? Sospetto.

  3. Il Tribunale Rivoluzionario: Una catena di montaggio della morte. I processi erano farse: niente avvocati, niente testimoni. Solo due esiti possibili: l'assoluzione (rara) o la morte (frequente).

Lo scontro politico: Danton contro Robespierre

Non tutti i rivoluzionari erano d'accordo con questa deriva. Qui entra in scena Georges Danton. Se Robespierre era il monaco ascetico della Rivoluzione, Danton ne era il corpo carnale: amava la vita, il vino, le donne e i soldi. Danton aveva capito che l'emergenza stava finendo (le armate francesi iniziavano a vincere) e chiese di fermare la ghigliottina. Chiese "Indulgenza".

Per Robespierre, questa richiesta era un tradimento. Fermarsi significava permettere al vizio di corrompere la Repubblica. Lo scontro fu epico. Danton fu arrestato. Davanti al tribunale tuonò così forte che dovettero zittirlo per decreto. Quando passò davanti alla casa di Robespierre sul carretto dei condannati, urlò: "Mi seguirai presto! La tua casa sarà rasa al suolo e vi spargeranno sopra il sale!". Morì con una battuta al boia: "Mostra la mia testa al popolo, ne vale la pena".

Strumenti e Istituzioni del Potere Giacobino

Istituzione / Strumento

Funzione Reale

Effetto sulla Popolazione

Comitato di Salute Pubblica

Direzione politica e militare

Accentramento totale del potere in 12 uomini.

Legge dei Sospetti

Colpire i nemici nascosti

Clima di delazione: il vicino denunciava il vicino per paura.

Maximum

Calmiere dei prezzi sui beni

Sollievo momentaneo per i poveri, ma mercato nero e scarsità.

Rappresentanti in Missione

Inviati nelle province

Repressione brutale (es. annegamenti di massa a Nantes).

Culto dell'Essere Supremo

Religione di Stato deista

Tentativo fallito di unire moralmente il paese, alienando i cattolici.

Il Grande Terrore (1794) e l'isolamento di Robespierre

Dopo la morte di Danton, Robespierre rimase solo al comando. Invece di rilassarsi, accelerò. Tra giugno e luglio 1794 si scatenò il cosiddetto Grande Terrore. Con la legge del 22 Pratile, la giustizia fu praticamente abolita: bastava la "convinzione morale" dei giudici per condannare. A Parigi cadevano fino a 50 teste al giorno. La gente iniziava a essere stanca dell'odore del sangue.

Robespierre commise un errore tattico imperdonabile. Si isolò. Smise di frequentare la Convenzione. Quando tornò, il 26 luglio (8 Termidoro), fece un discorso minaccioso. Disse di avere una lista di traditori all'interno del governo, ma si rifiutò di fare i nomi. Fu il panico. Ogni deputato pensò: "Il prossimo potrei essere io". Quella notte, la paura creò un'alleanza impossibile tra estremisti e moderati. L'unico collante era la sopravvivenza.

Il Colpo di Stato del 9 Termidoro

Il giorno dopo, 9 Termidoro (27 luglio), la trappola scattò. Robespierre e il suo fedelissimo Saint-Just vennero messi sotto accusa. Nel tumulto, Robespierre cercò rifugio all'Hotel de Ville (il municipio). Quando le truppe della Convenzione irruppero, trovarono Robespierre con la mascella fracassata da un colpo di pistola. Aveva tentato il suicidio? O era stato il gendarme Merda a sparargli? Non lo sapremo mai con certezza.

Quello che sappiamo è che il giorno dopo, il 10 Termidoro, l'Incorruttibile venne trascinato alla ghigliottina. Era ferito, bendato, agonizzante. Quando il boia strappò la benda che gli teneva insieme la mascella, Robespierre lanciò un urlo disumano che fu messo a tacere solo dalla lama. La folla applaudì per minuti interi. Il Terrore era finito.

Conseguenze storiche: la fine della dittatura giacobina

Con la morte di Robespierre finì la fase più radicale della Rivoluzione. I vincitori di Termidoro smantellarono il sistema del Terrore, chiusero il club dei Giacobini e tornarono a una repubblica borghese, più attenta agli interessi dei ricchi che alle utopie sociali (come spieghiamo nello schema sulle cause della Rivoluzione).

Eppure, il fantasma del Terrore non ci ha mai abbandonato. Per alcuni storici, Robespierre fu il primo dittatore moderno, l'antenato dei totalitarismi del Novecento. Per altri, fu l'uomo che, pur sporcandosi le mani di sangue, salvò la Francia dall'invasione straniera e provò a creare una società veramente egualitaria. Forse la verità sta nel mezzo: il Terrore ci ricorda che anche i più nobili ideali, se perseguiti con fanatismo assoluto e senza pesi e contrappesi, possono trasformare il sogno della ragione in un incubo.

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Matteo Galavotti

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Ciao, sono Matteo Galavotti. Frequento il secondo anno di Storia presso l'Università di Bologna e ho fondato StudiaStoria.it per unire la mia formazione accademica alla passione per il web development. Programmo personalmente questo sito e ne curo i contenuti, trasformando il mio percorso di studi in articoli di divulgazione accessibili a tutti, con un occhio attento al rigore delle fonti e uno alle moderne tecnologie digitali.

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