Le 3 Guerre Puniche: Schema Completo e Riassunto

La guida completa allo scontro epocale tra Roma e Cartagine. Analisi schematica della Prima, Seconda e Terza Guerra Punica, dalle strategie di Annibale Barca e Scipione l'Africano fino alla distruzione di Cartagine e alla nascita dell'imperialismo romano.

Pubblicato: 20/01/2026

Ultima modifica: 20/01/2026

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Il Mediterraneo del III secolo a.C. non è ancora il "Mare Nostrum" unito sotto un'unica legge. È una scacchiera divisa e pericolosa, dove due giganti si osservano con sospetto.

Da una parte c'è Roma, una repubblica di contadini-soldato, forte sulla terraferma e appena uscita vittoriosa dalle guerre in Italia. Dall'altra c'è Cartagine, la regina delle onde, una potenza mercantile fenicia immensamente ricca che controlla le rotte commerciali. Lo scontro era inevitabile: il Mediterraneo era diventato troppo piccolo per ospitare le ambizioni di entrambi. Quello che seguì fu un ciclo di conflitti che cambiò per sempre la storia dell'Occidente.

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Schema Riassuntivo: Le 3 Guerre Puniche a Confronto

Conflitto

Date

Causa Scatenante

Eventi Chiave

Esito e Conseguenze

I Guerra Punica

264-241 a.C.

L'appello dei Mamertini a Messina e il timore romano dell'espansione punica in Sicilia.

Invenzione del "Corvo" navale; Battaglia di Milazzo; Vittoria alle Isole Egadi.

Roma conquista la Sicilia (prima provincia) e ottiene il dominio navale.

II Guerra Punica

218-202 a.C.

L'assedio di Sagunto in Spagna e il giuramento di odio eterno di Annibale.

Traversata delle Alpi; Disastro di Canne; Vittoria di Scipione a Zama.

Cartagine perde la Spagna e la flotta; fine della sua potenza militare.

III Guerra Punica

149-146 a.C.

Le provocazioni di Massinissa e l'ossessione di Catone ("Cartagine deve essere distrutta").

Assedio di 3 anni; Difesa disperata; Distruzione totale della città.

Cartagine rasa al suolo; il territorio diventa Provincia d'Africa.

La Prima Guerra Punica

Tutto iniziò nel 264 a.C. con una scintilla apparentemente insignificante: i Mamertini a Messina. Roma, temendo che Cartagine trasformasse la Sicilia in una base d'invasione, decise di intervenire. Ma per battere una potenza marittima, i Romani dovettero compiere un miracolo di ingegneria: inventarono il "Corvo". Grazie a questo ponte mobile, trasformarono le battaglie navali in scontri corpo a corpo, annientando la flotta nemica a Milazzo.

Nonostante il disastro della spedizione di Attilio Regolo in Africa e la feroce guerriglia del generale cartaginese Amilcare Barca, la tenacia romana prevalse. Con la vittoria finale alle Isole Egadi nel 241 a.C., Cartagine si arrese. Roma ottenne la Sicilia, che divenne la sua prima provincia, e imparò a dominare il mare.

Leggi l'approfondimento completo sulla Prima Guerra Punica

La Seconda Guerra Punica

Questa non fu solo una guerra tra stati, ma una questione personale. Annibale Barca, cresciuto nell'odio per Roma, concepì un piano folle e geniale: colpire il nemico in casa. Nel 218 a.C. compì l'impresa impossibile attraversando le Alpi con gli elefanti. L'Italia tremò. Dopo i massacri del Trasimeno e l'ecatombe di Canne, dove morirono decine di migliaia di romani, la Repubblica sembrò spacciata.

Roma si salvò grazie alla strategia del logoramento di Fabio Massimo e alla fedeltà dei suoi alleati. La svolta arrivò con un giovane talento: Scipione, detto poi l'Africano. Egli conquistò la Spagna, togliendo risorse al nemico, e portò la guerra in Africa. A Zama, nel 202 a.C., l'allievo superò il maestro: Scipione sconfisse Annibale usando le sue stesse tattiche. Cartagine perse tutto, tranne la città stessa.

Leggi il riassunto completo sulla Seconda Guerra Punica

La Terza Guerra Punica

Erano passati cinquant'anni. Cartagine era ormai un leone sdentato, disarmata e tributaria, ma economicamente fiorente. Questa ricchezza, unita all'ossessione di Catone il Censore ("Cartagine deve essere distrutta"), spinse Roma all'azione finale.

Sfruttando una reazione cartaginese alle provocazioni del re numida Massinissa, Roma trovò il pretesto legale per l'assedio. Nel 146 a.C., Scipione Emiliano rase al suolo la città in un'apocalisse di fuoco durata sei giorni. Scipione pianse vedendo il rogo, intuendo che un giorno anche Roma avrebbe potuto subire la stessa sorte.

Leggi la storia della Terza Guerra Punica

Conclusione

Chi ha vinto? Roma, senza dubbio. Con la distruzione di Cartagine e la creazione della Provincia d'Africa, il Mediterraneo divenne un "lago romano". Non esistevano più rivali.

Tuttavia, le conseguenze furono agrodolci. L'immenso afflusso di ricchezze e schiavi distrusse la classe dei piccoli contadini italici, sostituiti dai grandi latifondi dei senatori. Senza più la paura del nemico esterno (metus hostilis) a tenere unita la società, la Repubblica iniziò a divorare se stessa. L'imperialismo era nato, ma i semi delle future guerre civili erano stati piantati proprio sulle ceneri di Cartagine.


Autore

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Matteo Galavotti

Studente di Storia

Ciao, sono Matteo Galavotti. Frequento il secondo anno di Storia presso l'Università di Bologna e ho fondato StudiaStoria.it per unire la mia formazione accademica alla passione per il web development. Programmo personalmente questo sito e ne curo i contenuti, trasformando il mio percorso di studi in articoli di divulgazione accessibili a tutti, con un occhio attento al rigore delle fonti e uno alle moderne tecnologie digitali.

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