Riassunto Seconda Guerra Mondiale (1939-1945): Storia Facile per Studenti

La Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) fu il conflitto più sanguinoso della storia, nato dalle mire espansionistiche della Germania nazista e trasformatosi in uno scontro ideologico globale. Vide contrapporsi le potenze dell'Asse (Germania, Italia, Giappone) e gli Alleati (Gran Bretagna, USA, URSS), concludendosi con la sconfitta dei totalitarismi e la nascita di un nuovo ordine mondiale.

Pubblicato: 15/01/2026

Ultima modifica: 15/01/2026

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Cause della Seconda Guerra Mondiale: Il Contesto Europeo del 1939

L'Europa del 1939 era caratterizzata da forti tensioni politiche e diplomatiche, eredità irrisolte della Prima Guerra Mondiale. In questo contesto emerse la figura di Adolf Hitler, la cui politica estera mirava alla revisione dei trattati di pace e alla conquista del Lebensraum ("spazio vitale") per la Germania.

La strategia tedesca portò dapprima all'annessione dell'Austria e dei Sudeti nel 1938, e successivamente, nel marzo 1939, all'occupazione di Praga e allo smembramento della Cecoslovacchia. Questi eventi segnarono il fallimento della politica dell'appeasement (il tentativo di mantenere la pace attraverso concessioni politiche), adottata fino a quel momento da Francia e Regno Unito.

Nell'agosto del 1939, si verificò una svolta diplomatica decisiva: la firma del Patto Molotov-Ribbentrop tra Germania e URSS. Questo accordo di non aggressione garantiva alla Germania la neutralità sovietica in caso di conflitto a Ovest, mentre a Stalin permetteva di guadagnare tempo per la riorganizzazione militare e di espandere la propria sfera d'influenza nell'Europa orientale (inclusa parte della Polonia).

Mappa dell'Europa nel 1939
Mappa dell'Europa nel 1939

1939-1940: L'Inizio delle Ostilità e la Guerra Lampo

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L'invasione della Polonia e la capitolazione della Francia

Il 1° settembre 1939 le truppe tedesche invasero la Polonia, scatenando la reazione di Francia e Gran Bretagna che dichiararono guerra alla Germania. La campagna polacca vide l'applicazione della Blitzkrieg ("guerra lampo"), una tattica basata sul coordinamento rapido tra forze corazzate (Panzer) e aeree (Luftwaffe), che portò alla sconfitta della Polonia in poche settimane. Seguì un periodo di stasi operativa sul fronte occidentale, noto come drôle de guerre ("strana guerra").

La situazione mutò nel maggio 1940, quando la Wehrmacht lanciò l'offensiva a Ovest, aggirando le difese francesi attraverso le Ardenne. La manovra portò al rapido collasso dell'esercito francese. Il 22 giugno 1940 la Francia firmò l'armistizio; il territorio fu diviso tra una zona occupata dai tedeschi a nord e il regime collaborazionista di Vichy a sud, guidato dal maresciallo Pétain.

L'ingresso dell'Italia nel conflitto

L'Italia, guidata da Benito Mussolini, inizialmente mantenne una posizione di non belligeranza. Tuttavia, di fronte ai rapidi successi tedeschi e nella prospettiva di una conclusione veloce del conflitto, il 10 giugno 1940 dichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Le operazioni militari italiane evidenziarono presto difficoltà logistiche e strategiche, sia sul fronte greco-albanese (dove l'offensiva fu bloccata dalla resistenza greca) sia in Africa settentrionale e orientale, dove si registrarono le prime perdite territoriali.

1941: L'Espansione del Conflitto

L'Operazione Barbarossa e il fronte orientale

Dopo il fallimento della campagna aerea contro la Gran Bretagna (Battaglia d'Inghilterra), Hitler rivolse la sua attenzione a Est. Il 22 giugno 1941 ebbe inizio l'Operazione Barbarossa, l'invasione dell'Unione Sovietica.

Questa campagna rappresentò un cambiamento nella natura del conflitto, trasformandolo in una guerra ideologica e di annientamento. Milioni di soldati dell'Asse penetrarono in territorio sovietico con l'obiettivo di abbattere lo stato comunista e assoggettare le popolazioni slave. L'Unione Sovietica subì inizialmente pesanti perdite, ma la vastità del fronte e le rigide condizioni invernali permisero all'Armata Rossa di fermare l'avanzata tedesca alle porte di Mosca.

Pearl Harbor e la globalizzazione della guerra

Parallelamente, in Estremo Oriente, il Giappone proseguiva la sua politica espansionistica. Il 7 dicembre 1941, l'aviazione nipponica attaccò la base navale statunitense di Pearl Harbor, nelle Hawaii. L'evento determinò l'ingresso immediato degli Stati Uniti nel conflitto, estendendo le ostilità all'area del Pacifico e rendendo la guerra pienamente mondiale.

1942-1943: Le Svolte Militari e la Shoah

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I punti di svolta: Stalingrado, El Alamein, Midway

Tra il 1942 e il 1943, l'equilibrio delle forze in campo iniziò a mutare a favore degli Alleati.

  • Stalingrado (1942-1943): Sul fronte orientale, l'Armata Rossa riuscì a resistere all'assedio e successivamente ad accerchiare e sconfiggere la 6ª Armata tedesca. Questa battaglia segnò l'inizio della ritirata tedesca a Est.

  • El Alamein (1942): In Nord Africa, le forze britanniche guidate dal generale Montgomery sconfissero le truppe italo-tedesche del generale Rommel, bloccando l'avanzata dell'Asse verso il canale di Suez.

  • Midway (1942): Nel Pacifico, la marina statunitense inflisse una sconfitta decisiva alla flotta giapponese, arrestandone l'espansione marittima.

La deportazione e lo sterminio

Il conflitto fu segnato da un coinvolgimento massiccio delle popolazioni civili, colpite dai bombardamenti aerei sulle città e dalle politiche di occupazione.

Nei territori occupati dalla Germania, in particolare a Est, fu attuata la persecuzione sistematica delle minoranze, specialmente ebraiche. A seguito della conferenza di Wannsee (1942), venne implementata la "Soluzione Finale", che portò alla costruzione di campi di sterminio come Auschwitz, Treblinka e Sobibór. Questo processo industriale di eliminazione causò la morte di circa 6 milioni di ebrei, oltre a centinaia di migliaia di Rom, Sinti, prigionieri di guerra sovietici e oppositori politici.

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1943-1945: Il Crollo dell'Asse e la Fine della Guerra

La campagna d'Italia e la Resistenza

Nel luglio 1943, gli Alleati sbarcarono in Sicilia. La crisi militare e politica portò, il 25 luglio, alla destituzione e all'arresto di Mussolini. L'8 settembre 1943 fu reso noto l'armistizio tra l'Italia e gli Alleati. Il paese si trovò diviso: il Centro-Nord fu occupato dalle truppe tedesche, che instaurarono la Repubblica Sociale Italiana (guidata da Mussolini, nota anche come Repubblica di Salò), mentre al Sud si stabilì il governo cobelligerante supportato dagli Alleati.

In questo contesto si sviluppò il fenomeno della Resistenza. Formazioni partigiane di diverse estrazioni politiche (comunisti, azionisti, socialisti, democristiani, monarchici) condussero azioni di guerriglia e sabotaggio contro le forze nazifasciste, contribuendo alle operazioni militari alleate.

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D-Day e l'avanzata verso la Germania

Il 6 giugno 1944 (D-Day), gli Alleati sbarcarono in Normandia (Operazione Overlord), aprendo un nuovo fronte nell'Europa occidentale. La Germania si trovò costretta a difendersi su due lati: a Ovest contro le truppe anglo-americane che liberavano la Francia e il Belgio, a Est contro l'avanzata dell'Armata Rossa.

La resa della Germania e del Giappone

Nella primavera del 1945, il conflitto in Europa giunse al termine. Mentre le truppe sovietiche entravano a Berlino, Hitler si suicidò il 30 aprile. Mussolini fu catturato e giustiziato dai partigiani il 28 aprile. La Germania firmò la resa incondizionata all'inizio di maggio.

In Asia, il conflitto proseguì. Di fronte al rifiuto giapponese di arrendersi, il presidente statunitense Truman autorizzò l'impiego della bomba atomica. Il 6 e 9 agosto 1945, due ordigni nucleari colpirono Hiroshima e Nagasaki. Il 2 settembre 1945, il Giappone firmò la resa, ponendo fine alla Seconda Guerra Mondiale.

Mappa dell'Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale
Mappa dell'Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale

Conseguenze e Nuovo Assetto Geopolitico

La Seconda Guerra Mondiale causò oltre 55 milioni di vittime e vaste distruzioni materiali. La fine del conflitto segnò il declino della centralità europea e l'emergere di due superpotenze, Stati Uniti e Unione Sovietica, i cui sistemi politici ed economici contrapposti avrebbero caratterizzato i decenni successivi (Guerra Fredda).

Nel 1945 fu fondata l'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) con l'obiettivo di preservare la pace internazionale. Il conflitto accelerò inoltre i processi di decolonizzazione in Asia e Africa. L'uso dell'arma atomica e la scoperta dei campi di sterminio ebbero un profondo impatto sulla coscienza globale e sul diritto internazionale.

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Matteo Galavotti

Studente di Storia

Ciao, sono Matteo Galavotti. Frequento il secondo anno di Storia presso l'Università di Bologna e ho fondato StudiaStoria.it per unire la mia formazione accademica alla passione per il web development. Programmo personalmente questo sito e ne curo i contenuti, trasformando il mio percorso di studi in articoli di divulgazione accessibili a tutti, con un occhio attento al rigore delle fonti e uno alle moderne tecnologie digitali.

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