Come Studiare Storia da Autodidatta: la guida pratica per iniziare

Non sai da dove partire? Leggi come studiare storia da autodidatta in modo intelligente. Consigli su libri, metodo a macchia d'olio e fonti affidabili.

Pubblicato: 17/01/2026

Ultima modifica: 17/01/2026

Immagine di copertina per l'articolo Come Studiare Storia da Autodidatta: la guida pratica per iniziare

Se ripensi alle tue ore di storia a scuola, cosa ti viene in mente? Probabilmente una sfilza di date da memorizzare a forza, nomi di generali mai sentiti prima e quella sensazione di noia mortale mentre l'insegnante spiegava per la centesima volta le cause della Rivoluzione Francese. Se sei qui, però, qualcosa è cambiato. Quella noia si è trasformata in curiosità. Magari hai guardato un documentario, hai letto un romanzo storico o semplicemente, guardando il telegiornale, ti sei chiesto: "Ma come siamo arrivati a questo punto?".

La verità è che la storia studiata da adulti è uno sport completamente diverso. Non c'è l'ansia dell'interrogazione, non c'è il programma ministeriale da finire entro maggio. C'è solo la tua voglia di capire il mondo e le persone che lo hanno abitato prima di noi. Ma proprio perché manca la guida imposta dalla scuola, è facile sentirsi persi davanti alla mole di informazioni esistenti. Da dove parto? Quali libri compro? È normale non ricordarsi l'anno esatto del Congresso di Vienna?

In questo articolo voglio darti un metodo concreto. Voglio spiegarti come studiare storia da autodidatta senza perderti nel mare magnum delle informazioni e, soprattutto, senza annoiarti. Perché se ti annoi, smetti. E se smetti, ti perdi la parte più bella del viaggio: la comprensione profonda di chi siamo.

Mettiti comodo, dimentica il liceo e vediamo come si fa sul serio.

L'errore numero uno: butta via i manuali scolastici

Il primo istinto di chi vuole ricominciare a studiare storia è quasi sempre lo stesso: "Vado in libreria e mi compro un manuale del liceo, così ripasso le basi".

Ti prego, non farlo. È la trappola più comune e quella che fa fallire la maggior parte dei tentativi di studio autonomo.

I manuali scolastici sono progettati per uno scopo ben preciso: fornire una sintesi estrema che permetta a uno studente di superare un esame o un'interrogazione. Per forza di cose, devono tagliare, semplificare e schematizzare. Il risultato è spesso una sequenza arida di "causa-evento-conseguenza" che toglie ogni sapore alla narrazione. In quei libri non c'è spazio per i dubbi, per le sfumature, per le voci dei protagonisti. C'è solo lo scheletro della storia, ma manca la carne.

Se vuoi studiare da adulto, hai bisogno di complessità. Hai bisogno di capire le motivazioni umane, gli errori, le coincidenze.

Cosa usare al loro posto? Hai due strade migliori:

  • I manuali universitari: Non farti spaventare dalla parola "universitari". Spesso sono scritti molto meglio di quelli scolastici perché non devono "infantilizzare" il lettore. Sono discorsivi, approfonditi e ti spiegano i problemi storiografici (cioè perché gli storici la pensano in un modo o nell'altro) invece di darti solo verità assolute. Cerca editori come Il Mulino, Laterza o Carocci.

  • Le grandi opere divulgative: Ci sono storici che sanno scrivere come romanzieri. Le opere di Indro Montanelli (per quanto datate e da prendere con le pinze su certi temi) o i saggi di autori anglosassoni come Eric Hobsbawm o Tony Judt sono letture che ti tengono incollato alla pagina.

L'obiettivo non è imparare a memoria che la guerra è iniziata nel 1914. L'obiettivo è capire perché nessuno è riuscito a fermarla. E questo, nei riassuntini del liceo, non lo trovi.

RIMANI AGGIORNATO
✈️
✈️
Non perderti i nuovi articoli!

Ricevi le notifiche in tempo reale e partecipa alle discussioni nel nostro gruppo dedicato su Telegram.

💬 Unisciti al Canale →

Segui la passione, ignora la cronologia

A scuola ci hanno insegnato che la storia è una linea retta. Si parte dai Sumeri, si passa per gli Egizi, poi Greci, Romani, Medioevo e così via fino ai giorni nostri. Questo approccio lineare ha senso se devi costruire una cultura generale in un bambino, ma è veleno per la motivazione di un adulto.

Se i Sumeri non ti interessano, non studiarli. Almeno, non adesso.

Il segreto su come studiare storia da autodidatta mantenendo alta la motivazione è quello che io chiamo il "metodo a macchia d'olio". Parti dal punto che accende la tua curiosità, ovunque esso sia sulla linea del tempo.

Ti affascina la Seconda Guerra Mondiale? Benissimo, parti da lì. Comprati una buona monografia sul conflitto, leggi le biografie di Churchill o Stalin. Immergiti completamente in quel periodo. Cosa succederà dopo? Succederà che, per capire davvero l'ascesa di Hitler, sentirai il bisogno naturale di andare a vedere come è finita la Prima Guerra Mondiale. E per capire le tensioni della Prima, dovrai dare un'occhiata all'Ottocento e ai nazionalismi. Allo stesso modo, vorrai sapere cosa è successo dopo il 1945, spingendoti verso la Guerra Fredda.

La tua conoscenza si espanderà "a macchia d'olio", dal centro verso l'esterno, guidata dalla necessità di capire e non dall'obbligo di seguire un programma. È un modo di studiare molto più organico. I collegamenti che farai con questo metodo saranno solidi come la roccia perché nascono da tue domande specifiche, non da un indice imposto da qualcun altro.

Non sentirti in colpa se salti a piè pari tre secoli che trovi noiosi. La storia è lì che ti aspetta; ci tornerai quando avrai una domanda a cui solo quei tre secoli possono rispondere.

Attenzione alle fonti primarie: non fare il passo più lungo della gamba

C'è un mito romantico tra gli appassionati di storia: l'idea di andare subito alla fonte. "Voglio leggere cosa ha scritto Cesare, non cosa dice uno storico moderno su Cesare".

Sembra un ragionamento logico, ma nasconde un'insidia enorme. Le fonti primarie (documenti d'epoca, lettere, diari, cronache medievali) sono materiale grezzo. Sono spesso scritte con un linguaggio complesso, piene di riferimenti sottintesi che un contemporaneo capiva al volo ma che a noi sfuggono, e soprattutto sono quasi sempre di parte.

Se leggi il De Bello Gallico senza una preparazione adeguata, ti sembrerà che Cesare abbia fatto tutto bene, che i Galli fossero dei barbari traditori e che la conquista fosse inevitabile e giusta. Cesare scriveva per la sua propaganda politica a Roma, non per dire la verità a te che leggi duemila anni dopo.

Lo storico di professione serve proprio a questo: a fare da filtro, da interprete e da giudice. Lo storico confronta la versione di Cesare con i dati archeologici, con altre fonti, con il contesto economico del tempo, e ti restituisce un quadro tridimensionale.

Il mio consiglio è: arriva alle fonti primarie solo come "dessert". Prima costruisci una base solida con manuali e saggi moderni che ti diano il contesto (la "mappa" del territorio). Solo quando hai capito bene le dinamiche del periodo, allora leggi la fonte originale. A quel punto, sarà un'esperienza intellettuale straordinaria perché sarai in grado di leggere tra le righe, di cogliere le bugie dell'autore e di apprezzare la mentalità dell'epoca. Senza contesto, la fonte primaria è solo un testo difficile che rischia di confonderti le idee.

Schermata della pagina principale di StudiaStoria.it
Schermata della pagina principale di StudiaStoria.it
CONSIGLIATO PER LO STUDIO
🎓
🎓
Sei uno studente? Hai 3 mesi gratis.

Risparmia sulle spedizioni dei libri e guarda Prime Video. Attiva ora i tuoi 90 giorni gratuiti di Amazon Prime Students.

Attiva la prova gratis →

Approfondire: il ruolo di StudiaStoria

Una volta che hai letto un buon manuale universitario o una monografia generale sul periodo che ti piace, ti accorgerai di una cosa: vorrai saperne di più su dettagli specifici.

Il manuale ti dirà che "la battaglia avvenne il tal giorno e vinsero i francesi". Ma tu vorrai sapere: cosa mangiavano i soldati? Che armi usavano? Com'era la vita di una donna in quella città assediata? Come funzionava la medicina da campo?

Qui entra in gioco la necessità di approfondimenti verticali. I libri generalisti non possono coprire tutto. È qui che le risorse online e i blog specializzati diventano preziosi. Su StudiaStoria.it, ad esempio, cerchiamo di fare proprio questo lavoro di "zoom". Prendiamo quei piccoli paragrafi dei manuali e li esplodiamo in articoli dettagliati.

Magari il tuo libro dedica due righe alla Peste Nera del 1348. Sul blog puoi trovare un'analisi su come la peste ha cambiato l'economia europea, alzando i salari dei contadini sopravvissuti. Questo tipo di approfondimento (il "micro" che spiega il "macro") è ciò che rende la storia viva. Usa il manuale per la struttura e il web (o riviste specializzate) per i colori e i dettagli. Non accontentarti della visione dall'alto: scendi nel fango della storia.

La Geografia è la metà della Storia

Questo è forse il consiglio più pratico e sottovalutato di tutti. Non puoi capire la storia se non sai dove accadono le cose. La storia non avviene nel vuoto, avviene su un territorio fatto di montagne, fiumi, paludi, porti naturali e passi alpini.

Spesso studiamo battaglie o migrazioni di popoli come se fossero pedine su una scacchiera astratta. Ma perché Annibale ha fatto quel giro assurdo per arrivare in Italia? Perché l'Inghilterra è diventata una potenza navale e non terrestre? Perché la Russia ha sempre avuto l'ossessione di espandersi verso ovest?

La risposta è quasi sempre nella geografia.

Ecco il metodo che devi applicare: mai leggere un libro di storia senza avere accanto una mappa. Oggi sei fortunato: non devi nemmeno comprare i costosi atlanti storici cartacei (anche se hanno un fascino insuperabile). Ti basta tenere aperto Google Maps o cercare mappe storiche su internet mentre leggi. Quando il libro dice "l'esercito attraversò il fiume", vai a vedere quel fiume. È largo? È impetuoso? Fa da confine naturale? Quando leggi dello sviluppo industriale nell'Ottocento, guarda dove sono i giacimenti di carbone sulla mappa. Capirai immediatamente perché alcune città sono diventate metropoli e altre sono rimaste villaggi.

Visualizzare lo spazio ti aiuta a fissare i concetti nella memoria molto più di qualsiasi ripetizione mnemonica. La geografia dà logica agli eventi. Se capisci il territorio, capisci le scelte degli uomini. Inserire la geografia nel tuo metodo è parte integrante di come studiare storia da autodidatta in modo intelligente. Senza la mappa, stai solo memorizzando nomi; con la mappa, stai capendo strategie e destini.

Il potere dell'ascolto e del video

Siamo onesti: da adulti il tempo è poco. Tra lavoro, famiglia e impegni, sedersi due ore in poltrona con un libro da 500 pagine non è sempre fattibile. Ma questo non deve fermarti.

Viviamo nell'età dell'oro della divulgazione storica multimediale. Puoi trasformare i "tempi morti" della tua giornata in sessioni di studio proficuo. Il tragitto casa-lavoro in auto, l'ora di palestra, il tempo passato a cucinare o a stirare: sono tutti momenti perfetti per ascoltare.

I podcast di storia e le lezioni registrate sono una risorsa fenomenale. Ascoltare un professore carismatico come Alessandro Barbero che racconta il Medioevo non è solo istruttivo, è puro intrattenimento. La narrazione orale ha un potere evocativo che a volte la pagina scritta non raggiunge. La voce umana trasmette passione, ironia, gravità.

Tuttavia, c'è un grosso "ma". Internet è pieno di spazzatura. YouTube è una miniera d'oro, ma è anche pieno di canali che diffondono fake news, teorie del complotto ridicole o semplificazioni nazionaliste pericolose. Se non hai ancora gli anticorpi per distinguere uno storico serio da un "appassionato" che inventa le cose, rischi di imparare falsità.

Per evitare contenuti di bassa qualità, ti consiglio di dare un'occhiata alla mia raccolta dei migliori canali YouTube di storia selezionati appositamente per chi studia seriamente. Lì ho filtrato per te solo i divulgatori che citano le fonti e che lavorano con rigore scientifico.

Usa i video e l'audio per infarinarti, per farti venire la curiosità o per ripassare concetti mentre fai altro. Poi, quando hai quel'ora libera la sera, vai al libro per fissare i concetti e verificare i dettagli. L'approccio multimediale non sostituisce la lettura, la potenzia. Ti permette di restare "immerso" nella storia anche quando non puoi leggere, mantenendo vivo l'interesse giorno dopo giorno.

Conclusione

Studiare storia da autodidatta è un atto di libertà. Non devi rendere conto a nessuno, non hai voti sul registro, non hai scadenze. Sei tu, la tua curiosità e millenni di avventure umane che aspettano di essere riscoperte.

Se seguirai questi consigli, eliminando i manuali scolastici per seguire le tue passioni e usando le mappe insieme a fonti audio-video di qualità, scoprirai che la storia non è quella materia polverosa che ricordavi. È la chiave per leggere il presente con occhi nuovi, più attenti e consapevoli.

Non avere fretta. Goditi ogni pagina, ogni scoperta, ogni collegamento che riuscirai a fare da solo.

Ora hai tutti gli strumenti per iniziare. Sai cosa evitare e sai come studiare storia da autodidatta con metodo e soddisfazione. Non ti resta che scegliere il tuo periodo preferito, aprire il primo libro e iniziare il viaggio. Buono studio!


Autore

Immagine profilo di Matteo Galavotti
Matteo Galavotti

Studente di Storia

Ciao, sono Matteo Galavotti. Frequento il secondo anno di Storia presso l'Università di Bologna e ho fondato StudiaStoria.it per unire la mia formazione accademica alla passione per il web development. Programmo personalmente questo sito e ne curo i contenuti, trasformando il mio percorso di studi in articoli di divulgazione accessibili a tutti, con un occhio attento al rigore delle fonti e uno alle moderne tecnologie digitali.

Leggi tutti gli Articoli di Matteo Galavotti
COMMUNITY
Non studiare da solo!

Ricevi i nuovi articoli appena escono e spunti extra per il tuo ripasso.

Vai al Canale
Partner
Prova Amazon Prime Student gratis per 90 giorni

Articoli correlati

Aiuta StudiaStoria a Migliorare! 🏛️

Come sei arrivato qui oggi?

Ci daresti un dettaglio in più?
(es. "link su Classroom" o "vorrei un articolo su...")