La Nona Crociata (1271-1272) è l'ultima grande spedizione militare in Terrasanta, guidata dal futuro re Edoardo I d'Inghilterra. Chi ha vinto? La spedizione si concluse con uno stallo tattico. Edoardo non riconquistò Gerusalemme, ma ottenne una tregua decennale che salvò temporaneamente la città di Acri dall'annientamento mamelucco.
Maggio 1271. Il vento che spazza le colossali mura di Acri odora di fumo, spezie e pura disperazione.
L'Oriente Latino sta agonizzando. Il feroce sultano d'Egitto, Baibars, ha appena schiacciato il formidabile Krak des Chevaliers, il fiore all'occhiello degli Ospedalieri, e ora le sue armate guardano fameliche verso il mare, pronte a dare il colpo di grazia alla Cristianità.
Ma all'orizzonte, all'improvviso, spuntano le vele gonfie di una flotta occidentale.
Non è il gigantesco esercito francese che tutti aspettavano: quello è morto di tifo tra le sabbie di Tunisi pochi mesi prima, durante l'Ottava Crociata, insieme a re Luigi IX.
A sbarcare sul molo di Acri è un contingente minuscolo, appena un migliaio di uomini tra fanti e cavalieri. A guidarli c'è un uomo alto, duro, implacabile, che non accetta la resa: il principe Edoardo d'Inghilterra.
Non ci saranno epocali assedi con centinaia di migliaia di uomini. Questa è una guerra di scaramucce, di raid notturni, di diplomazia estrema con i Mongoli e, soprattutto, di pugnali avvelenati nel buio.
La Nona Crociata è il brutale canto del cigno dell'epopea cavalleresca nel Levante, l'ultima volta che un principe occidentale oserà sfidare l'Islam direttamente sul suo suolo.
L'interrogazione è alle porte e devi inquadrare l'argomento in pochi secondi? Ecco lo schema di pura sopravvivenza con i pilastri storici della spedizione.
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Per capire il coraggio (o la follia) del principe Edoardo, dobbiamo fare un passo indietro fino alle ceneri del Nord Africa.
Alla fine dell'estate del 1270, l'immenso esercito dell'Ottava Crociata ha appena fatto i bagagli, pagato a peso d'oro dall'Emiro di Tunisi. Carlo d'Angiò ha vinto la sua partita politica, e le ossa di Luigi IX tornano in Francia.
Edoardo arriva a Tunisi giusto in tempo per assistere a questa ingloriosa ritirata. Va su tutte le furie. Per un Plantageneto cresciuto con il mito di Riccardo Cuor di Leone, scendere a patti senza aver visto la Terrasanta è un disonore inaccettabile.
Con un pugno di navi e un seguito di appena duecento o trecento cavalieri e seicento fanti, si separa dal resto d'Europa e fa vela verso Est, approdando ad Acri il 9 maggio 1271.
Quello che Edoardo trova al suo arrivo non è un regno, ma un condominio rissoso sull'orlo del baratro.
Il re titolare, Ugo III di Cipro, sta cercando disperatamente di governare ciò che resta del Regno di Gerusalemme. Ma nel mondo feudale medievale, un re senza un forte esercito personale è come un generale senza soldati: nessuno obbedisce ai suoi ordini.
I baroni locali, arroccati nei loro feudi (i territori concessi dal sovrano in cambio di servizio militare), sono gelosi della propria autonomia e preferiscono firmare paci separate con i musulmani pur di salvare i propri campi e le proprie rendite.
Come se non bastasse, le repubbliche marinare italiane di Venezia, Genova e Pisa usano i porti franchi come ring per le loro faide commerciali, arrivando a spararsi con i trabucchi tra un quartiere e l'altro di Acri.
Mentre i cristiani si pugnalano alle spalle, Baibars osserva e agisce. Il "Leone d'Egitto" è una macchina militare perfetta. Ha annientato i Mongoli a 'Ain Jalut e ora smantella pezzo per pezzo le difese crociate.
Proprio mentre Edoardo sbarca, i Mamelucchi prendono il castello di Montfort, cacciando i Cavalieri Teutonici, e suggellano il controllo del formidabile Krak des Chevaliers.
Edoardo è in inferiorità numerica schiacciante. Con meno di mille uomini, pensare a un assedio in campo aperto contro le decine di migliaia di soldati mamelucchi è puro suicidio.
Il principe inglese, però, non è solo un guerriero, è un abile stratega. Comprende subito che l'unico modo per allentare la morsa di Baibars su Acri è costringerlo a combattere su due fronti.
Ecco il colpo di genio: invia un'ambasciata nell'Iran dominato dall'Ilkhanato mongolo, governato dal khan Abaqa.
I Mongoli, storici nemici dei Mamelucchi (che li avevano umiliati anni prima), accolgono con favore l'idea di un'alleanza strategica con i cristiani. L'Occidente e le orde delle steppe si stringono la mano contro il nemico comune.
Alla fine dell'ottobre 1271, Abaqa invia un contingente di circa diecimila cavalieri mongoli sotto il comando del generale Samagar.
Irrompono nella Siria settentrionale, saccheggiando la regione intorno ad Aleppo e seminando il panico. La mossa funziona: l'avanzata mamelucca si paralizza.
Baibars, temendo un'invasione mongola su vasta scala, è costretto ad abbandonare i suoi piani offensivi contro i cristiani e sposta in fretta e furia un colossale esercito dall'Egitto verso Damasco.
Purtroppo per Edoardo, l'offensiva mongola è solo un raid, una rapida scorreria di cavalleria leggera. Quando Samagar viene a sapere dell'arrivo del gigantesco esercito mamelucco, si ritira ordinatamente oltre l'Eufrate.
L'alleanza cristiano-mongola non porta a nessuna conquista territoriale permanente, ma regala ai crociati qualcosa di inestimabile: il tempo.
Senza il supporto continuativo dei Mongoli, Edoardo deve inventarsi una nuova tattica per tenere sotto pressione il sultano. Adotta la guerriglia.
Nel luglio del 1271, lancia un'audace incursione nel cuore della Galilea. Non cerca la conquista, ma il bottino e il disturbo delle linee logistiche nemiche.
In autunno, riceve rinforzi freschi: suo fratello minore Edmondo sbarca in Palestina con nuove truppe. Ringalluzzito, nel novembre 1271, Edoardo organizza un attacco fulmineo contro la fortezza mamelucca di Qaqun, nei pressi dell'antica Cesarea.
L'operazione è un mix di fortuna e azzardo. Durante la marcia, i crociati sorprendono un grosso accampamento di nomadi turcomanni (alleati dei Mamelucchi), massacrandoli e rubando un bottino immenso di bestiame e cavalli, merci rarissime e preziose per l'Oriente Latino.
Ma la gioia dura poco. L'assedio di Qaqun fallisce e, all'approssimarsi di un nuovo esercito di soccorso musulmano, Edoardo è costretto a ordinare la ritirata verso Acri.
A questo punto, la situazione giunge a uno stallo inesorabile.
Edoardo sa di non avere le forze per prendere Gerusalemme. Baibars, d'altra parte, sa che conquistare le possenti mura di Acri protette dalle flotte occidentali comporterebbe un inutile bagno di sangue, specialmente con la perenne minaccia mongola alle spalle.
La diplomazia prende il sopravvento. Nell'aprile del 1272, il re Ugo III di Cipro e il sultano Baibars firmano una tregua di dieci anni.
Edoardo è furente. Vede la tregua come un tradimento dello spirito crociato, ma non ha il potere politico né militare per impedirla. Il suo esercito è logoro e l'Inghilterra lo reclama a gran voce a causa della salute precaria del padre, re Enrico III.
Baibars, tuttavia, non si fida del principe inglese. Finché Edoardo respira in Terrasanta, il sultano non si sente al sicuro.
Decide quindi di ricorrere a un'arma non convenzionale, appaltando l'omicidio alla letale setta nizarita, i famigerati Hashashin (da cui deriva la parola "assassino").
Il 16 giugno 1272, un finto emissario dell'Emiro di Ramla ottiene un'udienza privata nella tenda di Edoardo.
Il principe è vestito solo con una leggera tunica estiva, rilassato. Improvvisamente, il messaggero estrae un pugnale intriso di un potentissimo veleno e si avventa su di lui.
Quello che segue è pura brutalità medievale. Edoardo, uomo dalla forza fisica eccezionale, non si fa cogliere del tutto impreparato.
Mentre la lama gli squarcia il braccio, il principe reagisce con una ferocia animale. Sferra un calcio devastante al sicario, lo atterra e, secondo le cronache, lo finisce colpendolo alla testa con uno sgabello di legno o strappandogli l'arma stessa dalle mani.
L'assassino è morto, ma il veleno è già in circolo. Il braccio di Edoardo si gonfia e si annerisce, la carne inizia a putrefarsi. La leggenda romantica vuole che sia stata sua moglie, la fedele Eleonora di Castiglia, a succhiargli il veleno dalla ferita.
La realtà storica è ben più cruda: il chirurgo inglese dell'esercito dovette asportare la carne cancrenosa a vivo con un bisturi arroventato, mentre i baroni trattenevano a forza la principessa Eleonora, in lacrime, fuori dalla tenda.
Edoardo sopravvive a malapena, pagando con mesi di febbre altissima e debilitazione totale. Capisce che il suo tempo in Terrasanta è scaduto.
Il 22 settembre 1272, ancora debole, si imbarca per l'Europa. Tornerà in patria per indossare la corona col nome di Edoardo I (passando alla storia come il famoso e spietato sovrano antagonista di William Wallace).
La tregua firmata da Edoardo fu solo un rinvio dell'inevitabile. Per quasi vent'anni, l'Oriente Latino sopravvisse come un corpo senza anima, dilaniato da lotte intestine tra il re di Cipro e Carlo d'Angiò per la corona di Gerusalemme.
Nel 1290, la miccia finale fu accesa da un gruppo di pellegrini italiani indisciplinati che massacrarono dei mercanti musulmani ad Acri. Il nuovo sultano mamelucco, al-Ashraf Khalil, colse il pretesto per scatenare l'offensiva definitiva.
Nell'aprile del 1291, un esercito mamelucco colossale, stimato in oltre centomila uomini, circondò Acri. Portavano con sé più di novanta catapulte, tra cui la terribile "Vittoriosa", capace di scagliare massi enormi che facevano tremare le fondamenta della città.
La difesa fu eroica quanto disperata. I Templari e gli Ospedalieri, mettendo da parte le vecchie rivalità, combatterono strada per strada. Il Gran Maestro dei Templari, Guglielmo di Beaujeu, cadde sulle mura mentre cercava di fermare l'irruzione mamelucca attraverso la "Torre Maledetta".
Il 18 maggio 1291, le difese crollarono. La città fu invasa. Mentre migliaia di civili cercavano disperatamente di imbarcarsi sulle navi veneziane e genovesi sotto una pioggia di frecce, i pochi difensori rimasti si asserragliarono nel Castello dei Templari sulla riva del mare.
La cittadella dei Templari resistette per altri dieci giorni, diventando l'ultimo brandello di terra cristiana nel Levante. Il 28 maggio, i Mamelucchi minarono le fondamenta del castello. Mentre le truppe del sultano irrompevano all'interno per il massacro finale, l'intera struttura crollò su se stessa, seppellendo sotto le macerie sia i cavalieri difensori che gli assedianti musulmani.
Con la caduta di Acri, anche le restanti città di Tiro, Sidone e Beirut furono abbandonate. La presenza latina in Terrasanta, nata nel 1099 con la Prima Crociata, finiva nel sangue e nelle fiamme.
L'epopea era finita. Le sabbie del deserto avevano inghiottito l'ultimo sogno della Cavalleria occidentale.
Il quadro completo: Con la caduta di Acri si chiude un'epoca durata quasi due secoli. Vuoi fare un passo indietro per ripassare la morte di Luigi IX? Torna all'Ottava Crociata. Ora che conosci l'esito finale, è il momento perfetto per consolidare i concetti chiave per l'interrogazione: leggi il nostro articolo pilastro con il riassunto completo, le cause e le conseguenze delle Crociate.
| Elemento | Dettaglio Storico |
|---|---|
| Date del Conflitto | Maggio 1271 – Settembre 1272 |
| Fazioni Coinvolte | Inghilterra e Regno di Gerusalemme VS Sultanato Mamelucco d'Egitto |
| Leader Crociati | Principe Edoardo d'Inghilterra (futuro Edoardo I), Ugo III di Cipro |
| Leader Musulmani | Sultano Baibars |
| Alleati Chiave | Ilkhanato Mongolo (Khan Abaqa) in supporto ai cristiani |
| Esito Finale | Tregua di dieci anni. Salvataggio temporaneo di Acri, ma incapacità occidentale di riconquistare terreno strategico. |
| Copertina | Titolo del Libro | Dove Acquistare |
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Storia delle crociate
Jonathan Riley Smith |
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<b>Matteo Galavotti</b>, <a href="https://studiastoria.it/medievale/nona-crociata-riassunto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Nona Crociata (1271-1272): Riassunto, Eventi e Fine delle Crociate</a>, StudiaStoria.it, 2026.
Galavotti, M. (2026). La Nona Crociata (1271-1272): Riassunto, Eventi e Fine delle Crociate. StudiaStoria.it. https://studiastoria.it/medievale/nona-crociata-riassunto
Galavotti, Matteo. "La Nona Crociata (1271-1272): Riassunto, Eventi e Fine delle Crociate." StudiaStoria.it. Ultima modifica 30/03/2026. https://studiastoria.it/medievale/nona-crociata-riassunto.
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