L'Ottava Crociata (1270): Riassunto, Eventi e Conseguenze

L'Ottava Crociata è l'ultima grande spedizione militare in Terrasanta guidata da un sovrano europeo, re Luigi IX di Francia, svoltasi nell'estate del 1270. Chi ha vinto? Nessuno sul campo di battaglia: un'epidemia letale decimò i cristiani. Politicamente vinse Carlo d'Angiò, che ottenne un lucroso trattato commerciale dall'Emiro di Tunisi.

Pubblicato: 30/03/2026
Aggiornato: 30/03/2026
Immagine di copertina per l'articolo L'Ottava Crociata (1270): Riassunto, Eventi e Conseguenze

Introduzione all'Ottava Crociata

L'aria torrida di luglio soffoca il respiro, mentre gli stivali dei cavalieri francesi sprofondano nella sabbia rovente delle rovine di Cartagine.

Non c'è gloria in questo sbarco, né il suono epico dei corni da guerra: solo l'odore opprimente della salsedine mescolato al sudore, all'ansia e a una polvere che acceca e prosciuga la gola.

Re Luigi IX di Francia, già protagonista della Settima Crociata, segnato nel corpo da una vita di privazioni e penitenze, stringe la croce sul petto. Ha quasi sessant'anni, un'età venerabile per un sovrano del Medioevo.

Le sue ossa e le sue cicatrici ricordano ancora il freddo, la malattia e le umiliazioni delle prigioni egiziane, patite vent'anni prima durante il disastro della sua spedizione precedente.

Eppure, eccolo di nuovo qui, sull'arida sponda nordafricana. Non cerca l'oro, né il potere, né l'allargamento dei propri feudi. Lo muove un'ossessione che gli divora l'anima notte e giorno: riprendere Gerusalemme, il patrimonio perduto di Cristo. Ma il destino, crudele e ironico, non attende i crociati sul campo di battaglia con lance e scimitarre lucenti.

Si nasconde infido nell'acqua stagnante dei pozzi, nelle mosche incessanti, in un nemico invisibile che non indossa alcuna armatura: il tifo e la dissenteria.

L'Ottava Crociata, l'ultimo grande sussulto della Cavalleria occidentale, non sarà ricordata per il clangore delle spade, ma per i calcoli politici spietati elaborati nelle retrovie.

E passerà alla storia per l'ultimo, straziante sospiro di un "re santo", morto su un letto di cenere lontano dalla sua Francia, sussurrando un miraggio inafferrabile.

Riassunto dell'Ottava Crociata: Cause ed Effetti

Sei a pochi minuti dall'interrogazione e hai bisogno dei concetti essenziali? Ecco lo schema semplice e diretto con i pilastri storici dell'evento, da memorizzare all'istante.

  • Le Cause Principali:

    • L'inarrestabile avanzata mamelucca: In Oriente, il feroce sultano Baibars sta spazzando via gli insediamenti latini. Nel 1268 rade al suolo Antiochia, gettando l'Occidente nel panico.
    • Il fervore espiatorio di Luigi IX: Il re di Francia vive la sconfitta della Settima Crociata come una punizione divina per i propri peccati. Vuole una nuova spedizione per redimersi.
    • La geopolitica di Carlo d'Angiò: Fratello del re e sovrano di Sicilia, manipola la crociata per deviarla su Tunisi, allo scopo di riscuotere vecchi tributi commerciali e neutralizzare i ribelli politici iberici e svevi.
  • 🎮 MINIGIOCO STORICO
    Conosci davvero la Storia?

    L'evento è successo prima o dopo? Metti in ordine cronologico gli eventi! 3 difficoltà, batti il tuo record e ripassa!

    Gioca a Chrono →
    Gameplay di Chrono

    Gli Effetti Chiave:

    • La fine delle "Crociate Monarchiche": La morte di Luigi IX per malattia (25 agosto 1270) chiude per sempre l'epoca in cui i re europei si spostano di persona con eserciti di massa.
    • Il cinico trionfo angioino: Arrivato a tragedia consumata, Carlo d'Angiò sigla un trattato con i musulmani, intasca rimborsi di guerra e dazi raddoppiati senza quasi estrarre la spada.
    • Il crollo finale dell'Oriente Latino: Venuta a mancare la forza d'urto dell'esercito francese, gli ultimi stati crociati vengono lasciati al loro destino. Cadranno definitivamente nel 1291.

Le Cause dell'Ottava Crociata: il Contesto Politico e Religioso

Per comprendere l'innesco di questa spedizione, bisogna dimenticare i manuali di strategia militare contemporanea e immergersi nella psicologia degli uomini del XIII secolo.

Nel 1267, l'Europa è politicamente e militarmente esausta.

L'epopea crociata ha perso il suo fascino originale, sostituita dalle aspre guerre papali in Italia e dall'esazione di decime ecclesiastiche sempre più odiate dal popolo e dai baroni.

Eppure, nel cuore di Parigi, la corte francese vive una realtà parallela, dominata dal misticismo.

L'Avanzata dei Mamelucchi di Baibars in Terrasanta

Re Luigi IX, che aveva speso fortune immense per acquistare dal decadente Impero Bizantino reliquie inestimabili come la Corona di Spine, guarda ossessivamente verso Est.

È un asceta con la corona. Per lui la crociata non è politica estera, né una valvola di sfogo per nobili facinorosi, ma un imperativo teologico assoluto.

Sente su di sé il peso del nascente Impero Mamelucco, guidato dal temibile Baibars, un ex schiavo kipchak divenuto sultano in Egitto.

Tra il 1263 e il 1268, la macchina bellica di Baibars ha polverizzato Cesarea, Arsuf, Safad, Giaffa e infine la mitica Antiochia, massacrandone o rendendone schiava l'intera popolazione cristiana.

Quando Luigi riunisce i suoi nobili a Parigi nel marzo del 1267 per annunciare di voler riprendere la croce, cala un gelo denso e imbarazzante.

Persino il suo fedele biografo e compagno d'armi, Jean de Joinville, rifiuta apertamente di seguirlo, sostenendo che il suo vero dovere di feudatario è proteggere i propri contadini in patria, non farsi ammazzare oltremare.

Nessun altro grande monarca europeo si unisce alla chiamata, eccetto il giovane e focoso principe Edoardo d'Inghilterra, che però ritarda nei preparativi.

Il Ruolo di Carlo d'Angiò e l'Obiettivo Tunisi

Se Luigi IX è l'anima candida e tormentata della spedizione, suo fratello Carlo d'Angiò, nuovo padrone dell'Italia meridionale, ne è la mente fredda e rapace.

Carlo, divenuto re di Napoli e Sicilia dopo aver annientato gli eredi svevi di Federico II, non ha alcun interesse mistico per il Santo Sepolcro.

Il suo sguardo è pragmatico, fisso sulle rotte del grano, dell'oro e delle spezie nel bacino del Mediterraneo.

L'Emiro hafside di Tunisi, Muhammad I al-Mustansir, rappresenta per Carlo una spina nel fianco.

Non solo l'Emiro si rifiuta di pagare i vecchi tributi commerciali dovuti storicamente alla Corona di Sicilia, ma offre asilo sicuro ai ribelli ghibellini ostili agli Angioini. Con una dialettica degna del miglior intrigo bizantino, Carlo si insinua nella mente del devoto fratello.

Inizia a diffondere ad arte la voce che l'Emiro di Tunisi sia intimamente affascinato dalla dottrina cristiana. Suggerisce che basterebbe una semplice dimostrazione di forza per spingerlo al battesimo.

Aggiunge poi un ragionamento tattico apparentemente ineccepibile: conquistare Tunisi significa bloccare il Canale di Sicilia e assicurarsi una base logistica perfetta. Da lì, la crociata avrebbe potuto lanciare l'assalto navale decisivo contro il vero cuore dell'Islam, l'Egitto.

Luigi, annebbiato dalla speranza di convertire un sovrano infedele senza spargimento di sangue e fidandosi ciecamente del fratello, accetta il piano.

L'Ottava Crociata, nata per salvare la Siria e la Palestina, viene tragicamente dirottata verso il Nord Africa.

Lo Sbarco a Cartagine e l'Epidemia nel Campo Crociato

Nel luglio del 1270, l'imponente flotta francese tocca le coste africane. Sbarcano nei pressi dei ruderi della gloriosa Cartagine, in un paesaggio lunare, sferzato da un vento che solleva nubi di sabbia finissima.

I musulmani tunisini applicano una tattica semplice, brutale e letale: si ritirano.

Si chiudono a doppia mandata dentro le possenti mura di Tunisi, rifiutano ostinatamente lo scontro campale e lasciano che l'implacabile estate africana combatta per loro.

L'esercito franco, costretto ad accamparsi su una lingua di terra insalubre, crolla rapidamente sotto i colpi del clima. I cavalieri occidentali, equipaggiati con spesse armature di maglia di ferro e pesanti panni di lana, cuociono letteralmente sotto temperature che sfiorano i quaranta gradi.

Sono costretti a dissetarsi bevendo l'acqua infetta di pozzi stagnanti.

Non si combattono battaglie epiche. Il rumore sordo del campo crociato non è quello delle spade, ma è fatto di lamenti, conati e rantoli.

Nel giro di tre settimane, l'accampamento militare si trasforma nel più grande lazzaretto della sponda sud del Mediterraneo. L'epidemia, probabilmente un mix letale di tifo esantematico e dissenteria amebica, divora i vertici dell'organigramma militare.

Il fior fiore della nobiltà francese viene falciato: cade il duca di Nevers, muore il Legato Pontificio. Poi, inevitabilmente, il morbo entra nella tenda reale.

La Morte di Re Luigi IX di Francia (1270)

La tragedia umana raggiunge il suo apice drammatico in agosto. Il principe Giovanni Tristano, figlio minore di Luigi, contrae la malattia e si aggrava rapidamente.

C'è una drammatica, amara ironia nella sua fine: era nato a Damietta, in Egitto, durante il periodo più cupo della precedente e fallimentare crociata del padre vent'anni prima.

Il suo stesso nome, "Tristano", derivava dalla profonda tristezza di quei giorni di prigionia. Ora muore di febbre in un'altra terra straniera.

Luigi IX è devastato. Il dolore della perdita del figlio si somma ai sintomi violenti della malattia che ormai devasta anche il suo corpo sessantenne.

In preda a febbri altissime, perde peso e lucidità. Come atto supremo di umiltà e penitenza, rifiuta il comodo letto reale.

Ordina ai suoi attendenti di stenderlo a terra, sopra un povero letto di ceneri, con le braccia incrociate sul petto in segno di totale sottomissione al giudizio divino.

I testimoni oculari riportano le sue ultime, febbricitanti visioni. Il re non vede le tende africane, né ricorda il suo sfarzoso trono a Parigi.

La notte del 24 agosto, nel delirio, continua a ripetere come un mantra ostinato la parola che ha guidato tutta la sua esistenza.

Il 25 agosto 1270, re Luigi IX si spegne mormorando a fatica: "Gerusalemme... Gerusalemme".

La Fine dell'Ottava Crociata e il Trattato di Tunisi

La storia ha in serbo un epilogo perfino grottesco per questa crociata.

Proprio il pomeriggio in cui Luigi muore, mentre l'intero campo crociato piange disperato la perdita del suo "re santo", all'orizzonte compaiono le vele.

È la grande flotta di Carlo d'Angiò. Arriva fresco, riposato, con le truppe intatte, pronto a riscuotere i dividendi politici della tragedia.

Davanti a un esercito falcidiato, orfano del suo leader spirituale e militare, Carlo prende in mano il comando delle operazioni con cinica freddezza.

Ignora totalmente le preghiere dei fanatici religiosi che vorrebbero continuare l'assedio per vendicare il sovrano caduto. Non ha intenzione di sprecare risorse.

Apre immediatamente e spregiudicatamente i negoziati con l'Emiro al-Mustansir, che da dietro le mura assiste sollevato alla débâcle degli invasori occidentali.

Il 1° novembre 1270 viene siglato un trattato di pace che non ha assolutamente nulla di religioso e tutto di commerciale. Carlo ottiene un trionfo geopolitico personale assoluto.

L'Emiro si impegna a pagare una mostruosa indennità di guerra, raddoppia il tributo annuale che Tunisi deve versare al Regno di Sicilia e ripristina la totale libertà di commercio per i mercanti cristiani.

Soprattutto, accetta di espellere i ribelli ghibellini fuggiaschi che minacciavano il trono di Carlo in Italia.

L'11 novembre, l'armata stracciona e sconfitta leva finalmente le ancore per fuggire verso l'Europa, lasciandosi alle spalle sogni infranti e tombe anonime. Portano con sé un macabro baule: le ossa di re Luigi.

Per impedire la putrefazione del corpo durante il lungo e caldo viaggio per mare, il suo cadavere è stato smembrato e bollito nell'acqua e nel vino, separando la carne dalle ossa (una pratica funebre riservata ai grandi sovrani nota come mos teutonicus).

Pochissimi giorni dopo la partenza della flotta francese, sbarca finalmente sulle coste africane l'esercito inglese del principe Edoardo.

Trova soltanto gli accampamenti vuoti, le ceneri dei fuochi e la puzza di morte di una spedizione fantasma.

Edoardo, indignato e furente per il ritiro codardo (ai suoi occhi) dei francesi, rifiuterà categoricamente di tornare indietro.

Imbarcherà le sue truppe e farà vela direttamente verso la costa della Palestina, ad Acri, innescando quella che gli storici chiameranno la "Nona Crociata", poco più di una coraggiosa ma inutile scaramuccia finale.

Tabella di Sintesi: L'Ottava Crociata

Elemento Dettaglio Chiave
Date del Conflitto Luglio 1270 – Novembre 1270
Fazioni Coinvolte Regno di Francia e Regno di Napoli/Sicilia VS Sultanato Hafside di Tunisi
Leader Occidentali Re Luigi IX di Francia (morto di tifo), Carlo I d'Angiò
Leader Musulmani Emiro Muhammad I al-Mustansir
Teatro Operativo Coste del Nord Africa (rovine di Cartagine e Tunisi)
Esito Finale Disastro epidemiologico cristiano; firma di un trattato commerciale ed economico favorevole al Regno angioino.

Conseguenze dell'Ottava Crociata: il Crollo dell'Oriente Latino

La fine ingloriosa dell'Ottava Crociata non segnò soltanto il fallimento militare del sovrano più pio di Francia, ma spezzò per sempre il sogno dell'Europa di poter riconquistare il Levante muovendo giganteschi eserciti guidati dai monarchi nazionali.

Eppure, il principe Edoardo d'Inghilterra non si lasciò abbattere dal disastro tunisino e portò le sue modeste truppe fin sotto le poderose mura di Acri, per un ultimo, disperato tentativo di frenare l'avanzata islamica di Baibars.

Il quadro completo: La tragedia di Tunisi segna la fine di Luigi IX. Per capire le motivazioni che lo hanno spinto a ripartire, fai un ripasso della Settima Crociata. Il sipario sta per calare sul Medio Oriente: scopri come finisce tutto nel riassunto della Nona e ultima Crociata. Se devi fare il punto della situazione, vai all'articolo con il riassunto completo e lo schema delle Crociate.

Bibliografia

Copertina Titolo del Libro Dove Acquistare
Copertina di Storia delle crociate
Storia delle crociate

Jonathan Riley Smith


Scarica il PDF Gratuito
PDF: L'Ottava Crociata (1270): Riassunto, Eventi e Conseguenze

Scarica l'impaginazione in A4 pronta per la stampa. Studia offline, evidenzia i concetti chiave e ripassa senza distrazioni o banner.


Test di Verifica
Quiz: L'Ottava Crociata (1270): Riassunto, Eventi e Conseguenze

Verifica se hai memorizzato i concetti chiave di questo riassunto prima dell'esame o dell'interrogazione.

Fai fatica a ricordare l'ordine esatto degli eventi?

Gioca a Chrono ⏳

L'Autore
Immagine profilo di Matteo Galavotti

Studente di Storia

Ciao, sono Matteo Galavotti. Frequento il secondo anno di Storia presso l'Università di Bologna e ho fondato StudiaStoria.it per unire la mia formazione accademica alla passione per il web development. Programmo personalmente questo sito e ne curo i contenuti, trasformando il mio percorso di studi in articoli di divulgazione accessibili a tutti, con un occhio attento al rigore delle fonti e uno alle moderne tecnologie digitali.

Leggi tutti gli articoli →
Come citare questo articolo

Hai usato questa pagina per la tua tesina o il tuo blog? Scegli il formato che preferisci e copia la citazione per inserirla nella tua bibliografia o nel tuo sito web.

Codice HTML (Per siti e blog)
<b>Matteo Galavotti</b>, <a href="https://studiastoria.it/medievale/ottava-crociata-riassunto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L'Ottava Crociata (1270): Riassunto, Eventi e Conseguenze</a>, StudiaStoria.it, 2026.
Stile APA (Accademico)
Galavotti, M. (2026). L'Ottava Crociata (1270): Riassunto, Eventi e Conseguenze. StudiaStoria.it. https://studiastoria.it/medievale/ottava-crociata-riassunto
Stile Chicago / Storico
Galavotti, Matteo. "L'Ottava Crociata (1270): Riassunto, Eventi e Conseguenze." StudiaStoria.it. Ultima modifica 30/03/2026. https://studiastoria.it/medievale/ottava-crociata-riassunto.