La Quinta Crociata (1217-1221) fu una massiccia spedizione militare indetta da Papa Innocenzo III con un obiettivo strategico inedito: conquistare l'Egitto mamelucco per usarlo come merce di scambio e riavere Gerusalemme. Nonostante l'epica conquista di Damietta, l'arroganza del comando pontificio e le piene del Nilo trasformarono l'impresa in una disastrosa disfatta per l'esercito cristiano.
Fango, dissenteria e mosche. È l'estate del 1221 e l'esercito più imponente mai radunato in Europa dopo la Terza Crociata è bloccato nelle paludi del delta del Nilo.
Davanti a loro, le mura impenetrabili della fortezza di al-Mansura. Dietro di loro, le chiuse del fiume appena aperte dal sultano egiziano al-Kamil. L'acqua sale rapidamente, trasformando la polvere in una trappola mortale che paralizza i cavalli e annega i fanti. Nella tenda del comando, le urla si sentono fin fuori: da una parte c'è Giovanni di Brienne, il pragmatico e disilluso Re di Gerusalemme; dall'altra Pelagio d'Albano, il rigido Legato Pontificio convinto che Dio dividerà le acque per i cristiani.
Non lo farà. La Quinta Crociata si sta per chiudere in uno dei più umilianti disastri militari del Medioevo. Ma come ha fatto un'impresa pianificata in modo così geniale a finire sepolta nel fango egiziano?
Per capirlo, dobbiamo fare un passo indietro e spostarci dalle paludi africane ai marmi freddi del Vaticano.
Siamo nel 1213. La Quarta Crociata è finita con lo scandaloso saccheggio di Costantinopoli (una città cristiana) e Gerusalemme è ancora saldamente nelle mani dei musulmani. Papa Innocenzo III, uno dei pontefici più brillanti e accentratori della storia, decide che è ora di cambiare le regole del gioco.
Fino a quel momento, le crociate erano state guidate dai re (con tutti i loro capricci ed egoismi). Innocenzo decide che la prossima spedizione dovrà essere un'operazione gestita, finanziata e comandata unicamente dalla Chiesa.
Con la bolla Quia maior e, successivamente, durante il celebre Quarto Concilio Lateranense (1215), il Papa vara una riforma epocale:
L'obiettivo strategico non è più la brulla e inespugnabile Giudea, ma l'Egitto. L'idea è geniale: l'Egitto è il granaio e il cuore economico dell'Islam. Se i crociati conquisteranno il porto di Alessandria o di Damietta, il Sultano sarà così strangolato economicamente da cedere volentieri Gerusalemme in cambio della sua restituzione.
Se hai poco tempo prima del suono della campanella, memorizza questo schema brutale per inquadrare subito i concetti chiave della Quinta Crociata:
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La macchina propagandistica si mette in moto. Predicatori infiammano le piazze d'Europa. Il primo a muoversi, nel 1217, è Andrea II Re d'Ungheria, che arriva ad Acri, fa una rapida (e inutile) scorribanda sul Monte Tabor in Galilea, prende qualche reliquia e se ne torna a casa sbadigliando.
La vera crociata inizia nella primavera del 1218. Una immensa flotta composta da frisoni, tedeschi, italiani, inglesi e francesi sbarca nel delta del Nilo e mette sotto assedio Damietta, una roccaforte protetta dal fiume e dalla formidabile "Torre della Catena", che impediva alle navi di passare.
È una guerra di logoramento e d'ingegneria. Il chierico tedesco Oliviero di Paderborn progetta una fortezza galleggiante: due navi legate insieme con una torre d'assedio rotante montata sopra. Ad agosto del 1218, questa macchina mostruosa si aggancia alla Torre della Catena e la espugna.
La notizia arriva al sultano d'Egitto (e nipote di Saladino), che pare sia morto di crepacuore per il dispiacere. Al suo posto sale al potere al-Kamil, un governante lucido e disposto a tutto per salvare il suo regno.
L'inverno del 1218-1219 è un inferno di pioggia, freddo e scorbuto. I crociati, accampati nel fango, vedono arrivare un personaggio che cambierà i destini della guerra: Pelagio d'Albano, il Legato del Papa.
Pelagio è un falco. È convinto che l'autorità spirituale debba avere l'assoluta precedenza su quella temporale, estromettendo di fatto dal comando Giovanni di Brienne, Re di Gerusalemme e unico vero tattico militare del campo.
Mentre i cristiani patiscono la fame, al-Kamil fa una mossa che lascia l'Europa a bocca aperta: invia ambasciatori e offre la restituzione di Gerusalemme, Nazaret e Betlemme, oltre alla reliquia della Vera Croce, in cambio del ritiro dei crociati dall'Egitto.
Giovanni di Brienne, i francesi e gli inglesi sono pronti a firmare subito. Hanno ottenuto esattamente ciò per cui sono partiti. Ma Pelagio, supportato dai Templari e dagli Ospitalieri, dice no.
Perché un simile azzardo? Non fu solo semplice fanatismo religioso. Pelagio e gli Ordini Militari sapevano che al-Kamil non aveva offerto i fondamentali castelli di Oltregiordano (Karak e Montreal).
Mantenere Gerusalemme senza quelle roccaforti strategiche sarebbe stato un suicidio logistico: la città sarebbe caduta di nuovo in un mese. Inoltre, Pelagio sapeva che in Europa si stava mobilitando il formidabile esercito dell'Imperatore Federico II. Voleva la vittoria totale.
Nel novembre 1219, una Damietta ormai spopolata dalle epidemie cade finalmente nelle mani dei crociati.
Dopo la presa di Damietta, succede l'incredibile: i cristiani non fanno nulla per quasi un anno e mezzo. Litigano su come dividersi il bottino, mentre Giovanni di Brienne se ne torna ad Acri sbattendo la porta. Pelagio aspetta l'imperatore Federico II, che però è impegnato a risolvere i suoi problemi politici in Germania e Sicilia e continua a rimandare la partenza.
Nel luglio 1221, arrivano truppe tedesche fresche (ma non l'Imperatore). Pelagio, contro il parere di Giovanni di Brienne (richiamato in fretta e furia), ordina all'esercito di marciare verso sud, verso Il Cairo, nel momento peggiore dell'anno.
L'armata si accampa in una lingua di terra davanti alla fortezza musulmana di al-Mansura. È luglio inoltrato. I comandanti europei, ignoranti della geografia locale, non calcolano che ad agosto il Nilo inizia la sua stagione di piena.
Al-Kamil non deve nemmeno sguainare le spade. Ordina ai suoi uomini di usare piccoli canali per portare navi musulmane alle spalle dei crociati, tagliando loro la via di fuga verso Damietta, e poi fa aprire le dighe. L'acqua invade il campo cristiano. Tende, cavalli, artiglieria: tutto sprofonda. Intrappolati, senza cibo e isolati, ai crociati non resta che una cosa da fare: implorare la pace.
Il 30 agosto 1221 si firma la resa. I cristiani sono costretti a restituire Damietta e abbandonare l'Egitto in cambio della sola garanzia di avere salva la vita (e la promessa della Vera Croce, che in realtà non fu mai consegnata).
La Quinta Crociata finisce nel disonore. Ma a chi dare la colpa dell'esito fallimentare?
Questo disastro non chiuse i giochi per il Medio Oriente, ma esacerbò irrimediabilmente lo scontro finale tra i due poteri universali medievali: il Papato e l'Impero.
Il quadro completo: Il fronte egiziano si è rivelato un disastro. Vuoi ripassare il clamoroso "fuori programma" della spedizione precedente? Torna alla Quarta Crociata. Vuoi scoprire come l'Imperatore Federico II cambierà le regole del gioco? Passa subito alla Sesta Crociata. Per una visione d'insieme, non perderti l'articolo pilastro con il riassunto generale delle Crociate.
| Elemento | Dettagli |
|---|---|
| Date | 1217 – 1221 |
| Bolla Papale | Quia maior (1213) ed emanazioni del IV Concilio Lateranense (1215) |
| Pontefici | Papa Innocenzo III (ideatore), Papa Onorio III (esecutore) |
| Protagonisti Cristiani | Pelagio d'Albano (Legato papale), Giovanni di Brienne (Re di Gerusalemme), Andrea II d'Ungheria |
| Protagonisti Musulmani | Sultano al-Kamil (Egitto) |
| Obiettivo Strategico | Conquistare l'Egitto per barattarlo con Gerusalemme |
| Eventi Chiave | Assedio di Damietta (1218-1219), Trappola del Nilo ad al-Mansura (1221) |
| Esito | Sconfitta cristiana totale. Damietta riconsegnata ai musulmani, ritiro dall'Egitto. |
| Copertina | Titolo del Libro | Dove Acquistare |
|---|---|---|
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Storia delle crociate
Jonathan Riley Smith |
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<b>Matteo Galavotti</b>, <a href="https://studiastoria.it/medievale/quinta-crociata-riassunto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Quinta Crociata (1217-1221): Riassunto, Cause e Storia</a>, StudiaStoria.it, 2026.
Galavotti, M. (2026). La Quinta Crociata (1217-1221): Riassunto, Cause e Storia. StudiaStoria.it. https://studiastoria.it/medievale/quinta-crociata-riassunto
Galavotti, Matteo. "La Quinta Crociata (1217-1221): Riassunto, Cause e Storia." StudiaStoria.it. Ultima modifica 30/03/2026. https://studiastoria.it/medievale/quinta-crociata-riassunto.
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