La Terza Crociata (1189-1192) fu una colossale spedizione militare europea lanciata per riconquistare Gerusalemme, perduta nel 1187. Si concluse con un pareggio politico e militare: il sultano Saladino mantenne il controllo della Città Santa, ma Riccardo Cuor di Leone si assicurò la costa palestinese, salvando gli stati crociati dall'estinzione totale.
L'odore acre del fumo e del sangue copriva la polvere del deserto. Era l'autunno del 1187. La reliquia più sacra della Cristianità, la Vera Croce, era stata catturata e ora veniva trascinata capovolta, fissata in cima a una lancia, per le strade di Damasco. L'esercito crociato era stato spazzato via ai Corni di Hattin. Gerusalemme era caduta.
Quando la notizia arrivò a Roma, si disse che papa Urbano III morì per l'infarto causato dallo shock. Il suo successore, Gregorio VIII, non perse un secondo. Con la bolla Audita tremendi, lanciò un grido disperato all'Europa intera. Non era più solo una guerra per un pezzo di terra: la caduta di Gerusalemme veniva interpretata come la punizione divina per i peccati di tutti i cristiani. Serviva un'espiazione collettiva. Serviva una mobilitazione senza precedenti.
Iniziava così la Terza Crociata, la più epica, costosa e celebre campagna militare del Medioevo. La guerra che avrebbe forgiato miti destinati a durare secoli.
Per la prima volta, i tre sovrani più potenti d'Europa decisero di partire insieme. Ma dietro l'esaltazione religiosa, si nascondevano calcoli politici spietati e rivalità umane feroci.
Per finanziare l'impresa, non bastò la fede. Serviva denaro contante. Enrico II d'Inghilterra (padre di Riccardo) e Filippo II inventarono la "Decima di Saladino", la prima vera tassa internazionale sul reddito e sui capitali della storia europea. Chi non partiva, doveva pagare il 10% dei propri beni. Riccardo arrivò a vendere cariche, castelli e terre affermando: "Venderei anche Londra, se trovassi un acquirente".
Nota per lo studente: La Chiesa prometteva a chi partiva il perdono assoluto di tutti i peccati (l'indulgenza). Era come avere la "fedina penale" spirituale ripulita del tutto, gratis. Ma armare i soldati, costruire le navi e mantenere un esercito costava cifre spropositate. I re non potevano pagare le truppe con le preghiere, quindi dovettero inventare tasse vere e pesantissime costringendo la gente a usare i propri risparmi veri.
L'imperatore Federico Barbarossa scelse la difficile via di terra. La sua marcia attraverso i Balcani fu un incubo diplomatico. L'imperatore bizantino Isacco II Angelo, terrorizzato da quell'armata immensa, aveva segretamente stretto un patto con Saladino per ritardare i tedeschi.
Federico non si fece intimidire: saccheggiò la Tracia, minacciò di assediare la stessa Costantinopoli e costrinse i bizantini a traghettarlo in Asia Minore. Sconfisse i turchi a Konya, dimostrando che passare via terra era ancora possibile. Poi, il 10 giugno 1190, l'imprevedibile. L'uomo più potente d'Europa, accaldato e in armatura, decise di guadare il fiume Göksu (in Turchia). L'acqua gelida gli causò probabilmente un infarto. Affogò in un metro d'acqua. Il suo immenso esercito tedesco, senza il suo carismatico leader, si disintegrò per la disperazione e le malattie. Solo una frazione arrivò in Terra Santa.
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Mentre l'esercito tedesco svaniva, i re di Francia e Inghilterra viaggiavano via mare. Riccardo, non perdendo il vizio per la conquista strategica, lungo la rotta occupò brutalmente l'isola di Cipro, strappandola a un ribelle bizantino. Fu una mossa geniale: Cipro divenne il granaio e la base logistica fondamentale per gli stati crociati nei secoli successivi.
Arrivati nell'estate del 1191, Riccardo e Filippo si unirono all'assedio di Acri, una città portuale fondamentale bloccata da quasi due anni. La città si arrese a luglio, ma la vittoria fu avvelenata dalla politica. I due re litigarono su chi dovesse essere il Re di Gerusalemme: Riccardo sosteneva il suo ex vassallo Guido di Lusignano, Filippo appoggiava Corrado del Monferrato. Trovarono un compromesso traballante, dopodiché Filippo, adducendo scuse di salute ma in realtà desideroso di tornare in Francia per rubare terre inglesi, abbandonò la crociata.
Riccardo rimase il comandante supremo. Quando i negoziati con Saladino per il riscatto dei prigionieri musulmani di Acri andarono per le lunghe, Riccardo non esitò. In un'operazione di puro e gelido cinismo militare, fece decapitare oltre 2.700 prigionieri in vista dell'accampamento di Saladino. Il messaggio era chiaro: con il Cuor di Leone non si trattava, si obbediva.
Il 22 agosto 1191, l'esercito crociato iniziò la marcia verso sud lungo la costa, puntando a Giaffa. Qui Riccardo dimostrò di essere il miglior generale dai tempi della Prima Crociata.
La fanteria venne disposta come uno scudo umano continuo sul fianco sinistro, a protezione della cavalleria pesante che marciava al centro, mentre il mare a destra garantiva i rifornimenti dalla flotta. Per giorni, gli arcieri a cavallo di Saladino tempestarono i crociati di frecce, cercando di far spezzare loro la formazione. La disciplina imposta da Riccardo fu di ferro.
Il 7 settembre 1191, nella Battaglia di Arsuf, Saladino lanciò l'attacco totale. La tensione era così alta che i Cavalieri Ospitalieri, nella retroguardia, impazzirono per i cavalli uccisi e caricarono prima dell'ordine di Riccardo. Fu un attimo critico. Riccardo, capendo che la formazione si era rotta, non si fece prendere dal panico: ordinò la carica generale assecondando l'errore, travolse le linee di Saladino e vinse la battaglia.
Riccardo era a un passo dal trionfo. L'esercito arrivò a soli 20 chilometri da Gerusalemme. Per ben due volte (tra la fine del 1191 e l'estate del 1192) i crociati videro le mura della Città Santa. E per due volte, Riccardo ordinò la ritirata.
Perché? Perché Riccardo era un generale, non un fanatico suicida. Sapeva leggere la mappa: anche se avesse preso Gerusalemme (città nell'entroterra, senza fonti d'acqua affidabili), l'esercito crociato si sarebbe sciolto il giorno dopo per tornare in Europa. Saladino, che aveva risorse infinite grazie al controllo di Egitto e Siria, l'avrebbe riconquistata in una settimana.
Saladino provò un ultimo contrattacco su Giaffa. Riccardo, arrivando dal mare con soli 50 cavalieri (di cui molti senza cavallo) e poche centinaia di balestrieri, lo respinse con un'azione di eroismo puro. Entrambi i leader erano esausti. L'Inghilterra aveva bisogno del suo re, l'impero di Saladino era al limite delle finanze.
Da un Regno territorialmente solido, l'Oriente Latino si era trasformato in un "franchising di località balneari" dipendenti dal mare. Ma sopravvisse per un altro secolo.
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| Aspetto | Dettagli Fondamentali |
|---|---|
| Date Chiave | 1189 - 1192 |
| Casus Belli | Presa di Gerusalemme da parte di Saladino (1187) |
| Leader Cristiani | Riccardo Cuor di Leone (Inghilterra), Filippo II Augusto (Francia), Federico I Barbarossa (Sacro Romano Impero) |
| Leader Musulmano | Saladino (Sultano d'Egitto e Siria) |
| Battaglie Principali | Assedio di Acri (vittoria cristiana), Battaglia di Arsuf (vittoria cristiana) |
| Esito | Trattato di Giaffa (1192): Gerusalemme resta araba, ma la fascia costiera levantina rimane in mano crociata. |
| Copertina | Titolo del Libro | Dove Acquistare |
|---|---|---|
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Storia delle crociate
Jonathan Riley Smith |
Studente di Storia
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<b>Matteo Galavotti</b>, <a href="https://studiastoria.it/medievale/terza-crociata-riassunto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Terza Crociata: Riassunto, Cause, Personaggi e Conseguenze</a>, StudiaStoria.it, 2026.
Galavotti, M. (2026). La Terza Crociata: Riassunto, Cause, Personaggi e Conseguenze. StudiaStoria.it. https://studiastoria.it/medievale/terza-crociata-riassunto
Galavotti, Matteo. "La Terza Crociata: Riassunto, Cause, Personaggi e Conseguenze." StudiaStoria.it. Ultima modifica 28/03/2026. https://studiastoria.it/medievale/terza-crociata-riassunto.
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