La Sesta Crociata (1228-1229) è l'unica spedizione in Terra Santa vinta interamente attraverso la diplomazia. L'imperatore Federico II di Svevia, pur essendo stato scomunicato, ottenne Gerusalemme stringendo uno storico patto con il sultano d'Egitto al-Kamil, segnando un trionfo politico assoluto ma scatenando l'ira implacabile del Papato.
Gerusalemme, 17 marzo 1229. La Basilica del Santo Sepolcro è avvolta in un silenzio irreale. Non ci sono cori angelici, non ci sono patriarchi a intonare inni, non c'è incenso nell'aria. La chiesa più sacra della Cristianità è deserta e colpita da interdetto, una sorta di serrata spirituale imposta dal Papa in persona.
Eppure, lungo la navata, avanza un uomo solo. Raggiunge l'altare, afferra la corona del Regno di Gerusalemme e se la pone sul capo con le sue stesse mani. Quell'uomo è Federico II di Svevia, l'Imperatore del Sacro Romano Impero.
Ha appena compiuto l'impossibile: ha restituito Gerusalemme ai cristiani quarant'anni dopo la disfatta di Hattin (durante la Terza Crociata), senza versare una singola goccia di sangue. Ma invece di essere celebrato come il salvatore della Terra Santa, è l'uomo più odiato dalla Chiesa.
Come ha fatto un crociato scomunicato e fuorilegge a vincere dove immensi eserciti avevano fallito? Per capirlo, dobbiamo fare un passo indietro e immergerci nella scacchiera politica del XIII secolo, dove la religione era spesso solo il pretesto per il potere.
Tutto inizia con un ritardo fatale. Federico II aveva preso il voto crociato nel 1215, giovanissimo, durante la sua incoronazione ad Aquisgrana. Ma l'Impero era una bestia indomabile: tra guerre civili in Germania e il caos nel Sud Italia, Federico aveva rimandato la partenza anno dopo anno.
La sua assenza era costata cara. Durante la disastrosa Quinta Crociata, l'esercito cristiano era stato spazzato via in Egitto proprio mentre attendeva disperatamente l'arrivo dell'Imperatore. Il Papato, furioso, aveva iniziato a pressarlo senza pietà.
Messo all'angolo, Federico aveva siglato il Trattato di San Germano (1225), promettendo di partire entro l'agosto del 1227, pena la scomunica immediata. Per rafforzare il suo legame con l'Oriente, nello stesso anno sposò Iolanda (Isabella) di Brienne, legittima erede del Regno di Gerusalemme, reclamando per sé il titolo di Re.
Nell'estate del 1227, un'imponente flotta si raduna a Brindisi. Migliaia di crociati sono pronti. Federico salpa, ma il destino (o forse la scarsa igiene degli accampamenti) si mette di traverso. Una violenta epidemia decima l'esercito. Lo stesso Federico si ammala gravemente ed è costretto a fermarsi a Otranto per curarsi.
Per Papa Gregorio IX è la goccia che fa traboccare il vaso. Convinto che la malattia sia solo l'ennesima scusa di un imperatore manipolatore, il Pontefice lancia la scomunica.
Nel Medioevo, la scomunica non è solo una punizione spirituale: è una quarantena politica. Scioglie i sudditi dall'obbligo di fedeltà e trasforma l'individuo in un paria. Ma Federico II non è un uomo comune. È lo Stupor Mundi (la Meraviglia del Mondo).
Sfida aperta. Il 28 giugno 1228, Federico II salpa finalmente per la Terra Santa. Ma lo fa da scomunicato.
È un paradosso vivente: il leader della più grande guerra santa della Cristianità è ufficialmente un nemico di Dio secondo il Papa. Quando approda a San Giovanni d'Acri il 7 settembre 1228, non trova un esercito unito ad accoglierlo, ma un nido di vipere.
Le sue truppe sono esigue, ridotte dalle diserzioni dell'anno precedente. I potenti ordini militari, in particolare i Templari e gli Ospedalieri, si rifiutano di prendere ordini diretti da uno scomunicato. Il Patriarca di Gerusalemme gli è apertamente ostile. Federico sa perfettamente che non ha i numeri per vincere una guerra sul campo. Deve usare l'intelletto.
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Dall'altra parte della barricata c'è al-Kamil, il potente sultano ayyubide d'Egitto, nipote del leggendario Saladino.
Se Federico ha problemi con il Papa, al-Kamil ha problemi in famiglia. Teme un'alleanza fatale tra i suoi rivali interni e sa che una lunga logorante guerra contro i crociati potrebbe costargli il trono.
Tra l'Imperatore e il Sultano nasce un'intesa straordinaria, fatta di stima reciproca. Federico non è il classico barbaro occidentale in armatura: parla correntemente l'arabo, è cresciuto nella multiculturale Palermo, ama la scienza, la filosofia islamica e la falconeria. Scambia con al-Kamil doni esotici e complessi indovinelli matematici.
I due trasformano la Sesta Crociata in una partita a scacchi geopolitica. Federico fa sfilare le sue magre truppe fuori da Giaffa per mostrare i muscoli, fingendo una forza che non ha. Al-Kamil sta al gioco. Entrambi hanno bisogno di una vittoria politica veloce e indolore per salvare la faccia nei rispettivi mondi.
Il capolavoro diplomatico si concretizza nel Trattato di Giaffa (18 febbraio 1229). Le condizioni sono rivoluzionarie per l'epoca:
Federico ha ottenuto ciò che Riccardo Cuor di Leone e Filippo Augusto avevano fallito con armate immense. Ma la pace, a volte, fa più rumore della guerra.
La reazione in Occidente e nel Levante latino è furibonda.
Per i baroni di Gerusalemme, cedere l'Area del Tempio e accettare una città indifendibile è un tradimento. Per Papa Gregorio IX, il fatto che uno scomunicato abbia trattato con un "infedele" è un insulto intollerabile a Dio.
Il Patriarca di Gerusalemme lancia l'interdetto sulla città appena liberata: chiude i rubinetti della grazia. Nessuna messa, nessun sacramento può essere celebrato finché l'Imperatore si trova lì. È per questo che, quel 17 marzo 1229, Federico si incorona da solo nel silenzio del Santo Sepolcro. Nessun prelato osa benedirlo.
La situazione ad Acri precipita. Federico II deve affrontare non solo l'ostilità del clero, ma l'aperta ribellione dei potenti Ibelin (una delle famiglie più influenti degli Stati crociati) e della nobiltà locale, inorridita dai suoi tentativi di imporre un governo centralizzato e autoritario in una terra abituata all'anarchia feudale.
La tensione è altissima. Arrivano notizie disastrose dall'Italia: l'esercito papale sta invadendo i domini imperiali in Puglia (le cosiddette "Truppe delle Chiavi"). Federico deve tornare in patria a difendere il suo regno.
Il 1° maggio 1229, all'alba, l'Imperatore cerca di imbarcarsi in segreto dal porto di Acri. Ma la folla lo scopre. Mentre attraversa i mercati della carne per raggiungere le navi, i macellai e i cittadini lo bersagliano con un lancio di trippe, interiora e spazzatura.
Il più grande statista del suo tempo, l'uomo che aveva appena restituito Gerusalemme alla Cristianità, lascia l'Oriente non in trionfo, ma, per citare lo storico Jonathan Riley-Smith, «coperto di rifiuti».
Gerusalemme rimarrà cristiana per i successivi 15 anni, un periodo di pace fragile garantito solo da quel pezzo di pergamena firmato a Giaffa. La Sesta Crociata dimostrò che le parole potevano essere più letali delle spade, ma anche che in un mondo dominato dal fanatismo religioso, la tolleranza e la diplomazia erano spesso considerate i peggiori dei tradimenti.
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Il quadro completo: Federico II ha ottenuto Gerusalemme senza spargere sangue, un evento unico. Come si era arrivati a questo punto? Ripassa gli esiti della Quinta Crociata. Quanto durerà questa pace diplomatica? Scoprilo nel riassunto della Settima Crociata. Se invece devi preparare il discorso generale per il prof, affidati al riassunto completo sulle Crociate.
| Parametro | Dettaglio |
|---|---|
| Datazione | 1228 – 1229 |
| Pontefice | Papa Gregorio IX (che scomunicò l'Imperatore) |
| Protagonista Cristiano | Federico II di Svevia (Imperatore del Sacro Romano Impero) |
| Protagonista Musulmano | al-Kamil (Sultano Ayyubide d'Egitto) |
| Battaglie Principali | Nessuna. È una crociata puramente diplomatica. |
| Trattato Chiave | Trattato di Giaffa (18 Febbraio 1229) |
| Esito | Vittoria politica cristiana. Gerusalemme, Betlemme e Nazareth restituite ai Latini, ma non fortificabili. Tregua di 10 anni. |
| Copertina | Titolo del Libro | Dove Acquistare |
|---|---|---|
|
Storia delle crociate
Jonathan Riley Smith |
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<b>Matteo Galavotti</b>, <a href="https://studiastoria.it/medievale/sesta-crociata-riassunto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Sesta Crociata (1228-1229): Riassunto, Cause e Trattato</a>, StudiaStoria.it, 2026.
Galavotti, M. (2026). La Sesta Crociata (1228-1229): Riassunto, Cause e Trattato. StudiaStoria.it. https://studiastoria.it/medievale/sesta-crociata-riassunto
Galavotti, Matteo. "La Sesta Crociata (1228-1229): Riassunto, Cause e Trattato." StudiaStoria.it. Ultima modifica 30/03/2026. https://studiastoria.it/medievale/sesta-crociata-riassunto.
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